{"id":83673,"date":"2019-04-26T06:24:04","date_gmt":"2019-04-26T04:24:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=83673"},"modified":"2019-04-26T16:44:04","modified_gmt":"2019-04-26T14:44:04","slug":"la-dedicazione-della-chiesa-di-san-gottardo-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-dedicazione-della-chiesa-di-san-gottardo-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"La dedicazione della chiesa di San Gottardo  DI RENATO BONA"},"content":{"rendered":"<blockquote><p><em>Risale, come il quasi millenario luogo sacro, all\u2019anno 1158<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il settimanale \u201cDomenica\u201d edito dalla Diocesi di Belluno-Feltre e diretto dal vescovo emerito monsignor Giuseppe Andrich, ricorda nell\u2019ultimo numero che venerd\u00ec 26 aprile 2019, \u201cricorre l\u2019anniversario della dedicazione (1158) della Chiesa di San Gottardo di Mas-Peron, trasferita al 29 aprile\u201d. La parrocchia di Sospirolo &#8211; puntualizza il sito telematico della Provincia di Belluno &#8211; \u201cE\u2019 molto antica. Risale certamente a prima del 1185. L\u2019attuale chiesa parrocchiale, dedicata ai santi Pietro e Paolo fu completata nel 1898 e consacrata il 23 marzo dello stesso anno dal cardinale Giuseppe Sarto, allora patriarca di Venezia, eletto poi al soglio pontificio con il nome di Pio X. Una lapide messa a dimora sulla facciata nel 1943, in occasione della festa di Santa Barbara, ne ricorda l\u2019avvenimento\u201d.<br \/>\nAnche il sito dolomitiprealpi.it scrive a proposito di San Gottardo di Sospirolo: \u201cIl piccolo Santuario emana spiritualit\u00e0 e suggestione; posto su di un\u2019altura all\u2019imbocco della Valle del Cordevole, accoglieva, con l\u2019attiguo ospizio, viandanti e pellegrini provenienti da tutta Europa. Attualmente la chiesa \u00e8 dedicata a San Gottardo, monaco benedettino particolarmente venerato nei paesi di lingua tedesca. E\u2019 opportuno rilevare che, in epoca medievale, questi territori, attraversati da frequentate vie di transito, risentirono comunque di significative influenze culturali e artistiche nordiche. Proprio il passaggio dell\u2019importante via di comunicazione che collegava la pianura veneta con l\u2019Impero favor\u00ec la nascita degli ospizi della Val Cordevole, ed \u00e8 comprensibile che uno di essi sia dedicato a San Gottardo, fondatore proprio di strutture ospitaliere\u2026\u201d.<br \/>\nA sua volta il sito viaggi spirituali.it annota: \u201cTroviamo il Santuario San Gottardo abbarbicato su di un\u2019altura all\u2019imbocco della Val Cordevole. Attualmente la chiesa \u00e8 dedicata a San Gottardo, egli fu monaco d\u2019Alteich nella Baviera e vescovo di Hildesheim nella Sassonia negli anni dal 1022 al 1038.<br \/>\nIn precedenza il luogo era in dedicazione a San Salvatore Vescovo, San Marco e tutti i Santi. Gi\u00e0 in una pergamena del 1450 compare il titolo di San Marco, pergamena che riporta tra l\u2019altro i progetti della costruzione della Certosa di Vedana. I monaci decisero durante la ricostruzione della chiesa di portare la tavoletta di S.Marco al monastero e di dedicare il nuovo tempio a San Gottardo.<br \/>\nAll\u2019interno l\u2019opera pi\u00f9 antica risulta essere un\u2019immagine del Santo su legno risalente al 1430-40. Di notevole interesse anche il dipinto della Vegine con i Santi Gottardo e Brunone ai lati\u201d.<br \/>\nConcludiamo questa carrellata con il sitospaziopadova.com per Salva Veneto: \u201cLa chiesa-santuario di S. Gottardo si trova nel piccolo borgo omonimo, sito nel territorio comunale di Sospirolo\u2026 \u00c8 probabile che possa essere sorta intorno alla met\u00e0 del XV secolo, contemporaneamente all\u2019arrivo dei Certosini nel vicino convento di Vedana, tuttavia non \u00e8 da escludere l\u2019ipotesi che, precedentemente, esistesse una piccola cappella, anche se la sua presenza non risulta documentata. La chiesa consta di un\u2019unica navata alta, spaziosa e coperta da una volta a botte a sesto ribassato; molto interessante anche lo snello campanile con cupola a bulbo. L\u2019altare maggiore, ricchissimo di decorazioni, reca una pala di Francesco Frigimelica \u201cil Vecchio\u201d (ca. 1570-dopo 1646), raffigurante la Vergine Assunta con i Santi Bruno e Gottardo. Lo stesso artista ha dipinto la tela dell\u2019altare di destra, ancora con la rappresentazione di San Bruno e San Gottardo. Sull\u2019altare di sinistra \u00e8 inserita una pala (opera dello stesso Frigimelica), che raffigura San Salvatore; sullo sfondo si vede un luminoso paesaggio, nel quale sono riconoscibili il lago di Vedana ed il Monte Per\u00f2n. Molto interessante \u00e8 anche la quattrocentesca tempera su tavola (probabilmente un ex-voto) incastonata nel tabernacolo dell\u2019altar maggiore; l\u2019opera attribuita a Jacobello del Fiore, o alla sua bottega, rappresenta San Gottardo con i piedi deformati a causa del lungo cammino trascorso in penitenza\u201d. L\u2019origine della devozione a San Gottardo: \u201cNacque in Baviera nell\u2019anno 960; dopo aver percorso vari gradi della carriera episcopale, si fece monaco, venendo successivamente nominato vescovo di Hildesheim, dove mor\u00ec nel 1038. Le notizie sulla sua santit\u00e0 si sparsero gi\u00e0 subito dopo la morte ed il culto trov\u00f2 rapida diffusione nel territorio germanico, ma anche in aree pi\u00f9 lontane, come la VaI Belluna. Furono soprattutto i mercanti, di cui era patrono, a veicolarne la fama durante i loro viaggi d\u2019affari; \u00e8 significativa, a tal proposito, la presenza di molti edifici sacri a lui dedicati lungo le strade e i valichi alpini pi\u00f9 trafficati. San Gottardo, a causa delle infermit\u00e0 sofferte in vita, era invocato soprattutto per la salute degli arti inferiori ed era considerato anche patrono degli storpi e dei muti. La tradizione popolare bellunese ha spesso confuso la sua figura con quella di San Salvatore, uno dei primi vescovi di Belluno, rendendoli protagonisti dei medesimi episodi. Entrambi, infatti, avrebbero dimorato nei boschi e nelle grotte del Monte Per\u00f2n (posto ad oriente del borgo di San Gottardo), percorrendo in ginocchio, per penitenza, un sentiero a mezza costa della cima, il quale santificato, per cos\u00ec dire, dal quotidiano sacrificio \u00e8 costantemente transitabile, pur essendo situato in un pendio franoso e ghiaioso. La tradizione popolare rammenta un altro episodio comune ai due Santi, in occasione della morte: la salma doveva essere sepolta sull\u2019altra riva del Cordevole, ma le acque impetuose ne impedivano il traghettamento, finch\u00e9 miracolosamente il flusso si arrest\u00f2, creando un varco utile al passaggio del feretro. \u00c8 assai probabile che al culto antichissimo per San Salvatore, si sia sovrapposta. in epoca pi\u00f9 recente, la devozione nei riguardi di San Gottardo, creando i presupposti per una fusione, a livello della tradizione religiosa locale, delle due figure. D\u2019altronde, anche attualmente, nel santuario \u00e8 collocato un altare dedicato a San Salvatore\u201d.<br \/>\nNel Bellunese, i primi eventi miracolosi, attribuiti all\u2019intercessione di San Gottardo, vengono ricordati a partire dal XVIII secolo, il suo culto conobbe rapidamente un\u2019ampia diffusione, tanto da portare ben presto all\u2019organizzazione di veri e propri pellegrinaggi, che avvenivano nei Venerd\u00ec del mese di marzo e in occasione della ricorrenza liturgica del Santo (5 maggio). Questa tradizione continua, seppur in misura molto minore, anche al giorno d\u2019oggi. Gi\u00e0 nei secoli XVI e XVII, la fama del Santo era ampiamente diffusa, soprattutto presso i lavoratori delle miniere di Valle Imperina, nel vicino Canale d\u2019Agordo, molti dei quali erano di origine germanica. A tal proposito, si racconta che, nel 1618, il lecchese Francesco Crotta, proprietario delle miniere, fece rivestire c<a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/23.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"300\" data-large_image_height=\"225\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-83696\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/23-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a>ol rame estratto dai giacimenti il tetto della chiesa e del campanile, per onorare San Gottardo, grazie al cui intervento aveva scoperto un nuovo e ricco filone, dopo tre anni di ricerche infruttuose. La pratica devozionale prevedeva che i fedeli, una volta arrivati nel santuario, recitassero una preghiera propiziatoria e poi si rivolgessero al Santo chiedendogli una grazia. Le guarigioni attribuite al suo intervento sono ancora oggi testimoniate dalla quarantina di grucce appese alla parete settentrionale dell\u2019abside. Secondo un\u2019antica usanza, il fedele afflitto da infermit\u00e0 prendeva un paio di stampelle lasciate da un precedente miracolato e con queste ritornava a casa, riportandole nuovamente nella chiesa, a grazia ricevuta.<br \/>\nPer accedere alla chiesa di San Gottardo, non sempre aperta, \u00e8 necessario rivolgersi preventivamente al parroco di Mas-Per\u00f2n (telefono 0437\/87107).<\/p>\n<p>NELLE FOTO (De Santi; riproduzioni da \u201cLa chiesa di san Gottardo\u201d edito dalla Parrocchia di Mas-Peron nel dicembre 1983 per i tipi della Piave e compilato dallo storico Ferdinando Tamis; archivio Centro civilt\u00e0 dell\u2019acqua) esterni della chiesa; immagine del Santo quando era vescovo; la copertina del libro della Parrocchia; interno dell\u2019edificio sacro; il Santo coi piedi malati, l\u2019altar maggiore; la \u201cMadonna con San Michele e San Gottardo\u201d del Museo civico di Belluno.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" 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