{"id":85615,"date":"2019-05-15T17:33:13","date_gmt":"2019-05-15T15:33:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=85615"},"modified":"2019-05-15T17:33:13","modified_gmt":"2019-05-15T15:33:13","slug":"con-piu-iva-avremo-anche-piu-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/con-piu-iva-avremo-anche-piu-nero\/","title":{"rendered":"CON PIU\u2019 IVA AVREMO ANCHE PIU\u2019 \u201cNERO\u201d"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Schermata-2019-05-15-alle-17.28.52.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"686\" data-large_image_height=\"666\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-85630 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Schermata-2019-05-15-alle-17.28.52-300x291.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Schermata-2019-05-15-alle-17.28.52-300x291.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Schermata-2019-05-15-alle-17.28.52.png 686w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Se l\u2019incremento delle aliquote Iva non verr\u00e0 disinnescato, oltre ai pesanti effetti recessivi sull\u2019economia, l\u2019Italia rischia anche un forte aumento dell\u2019evasione. Infatti, il possibile aumento di 3 punti percentuali dell\u2019aliquota ridotta e di 3,2 di quella ordinaria interesserebbe anche i servizi di manutenzione e di riparazione, gli onorari dei liberi professionisti e le ristrutturazioni edilizie. Con questo aumento d\u2019imposta, di fatto, molti clienti finali sarebbero \u201cspinti\u201d a non pagarla affatto, evitando di richiedere al prestatore del servizio la fattura o la ricevuta fiscale. A dirlo \u00e8 la CGIA che, oltre a ricordare che l\u2019infedelt\u00e0 fiscale sottrae alle casse dello Stato 113 miliardi di euro all\u2019anno, lancia un appello anche ai due Vicepremier:<\/p>\n<p>\u201cDopo le affermazioni di quest\u2019oggi del Premier Conte \u2013 afferma il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo &#8211; Di Maio e Salvini non possono limitarsi ad affermare che l\u2019Iva non aumenter\u00e0. Devono dirci anche dove troveranno le risorse per evitare l\u2019incremento d\u2019imposta. Diversamente, i loro impegni non appaiono credibili, avvalorando cos\u00ec la tesi di coloro che prevedono una stangata fiscale a partire dall\u2019inizio del 2020\u201d.<\/p>\n<p>Dalla CGIA segnalano che un aumento di un punto dell\u2019aliquota ridotta (attualmente al 10 per cento) costerebbe agli italiani quasi 3 miliardi (2.896 milioni di euro) e quella ordinaria circa 4,3 (4.370 milioni di euro). Pertanto, non \u00e8 da escludere che dei 23,1 miliardi di potenziale aumento (di cui 22.672 milioni di Iva ai quali si aggiungerebbero ulteriori 400 milioni di incremento delle accise sui carburanti), l\u2019Esecutivo sia in grado di sterilizzarne solo una parte. Un\u2019ipotesi, quest\u2019ultima, ugualmente non gradita agli artigiani mestrini.<\/p>\n<p>Afferma il Segretario Renato Mason: \u201cDi fronte a una crescita economica ancora molto timida e incerta, l\u2019eventuale incremento dell\u2019Iva condizionerebbe negativamente i consumi interni e, conseguentemente, tutta l\u2019economia, penalizzando in particolar modo le famiglie meno abbienti. Gi\u00e0 oggi siamo tra i principali Paesi dell\u2019Area euro ad avere l\u2019aliquota ordinaria Iva pi\u00f9 elevata. Se da noi \u00e8 al 22 per cento, in Spagna \u00e8 al 21, in Francia al 20 e in Germania al 19. Con un ritocco all\u2019ins\u00f9 di 3,2 punti, saliremmo a 25,2. Nell\u2019Eurozona nessuno potrebbe contare su un\u2019aliquota cos\u00ec elevata\u201d (vedi Tab. 1).<\/p>\n<p>Chi verrebbe penalizzato maggiormente da un eventuale aumento dell\u2019Iva ?<\/p>\n<p>\u201cIn termini assoluti \u2013 prosegue Zabeo &#8211; sarebbero i percettori di redditi pi\u00f9 elevati, visto che a una maggiore disponibilit\u00e0 economica si accompagna una pi\u00f9 elevata capacit\u00e0 di spesa. La misurazione pi\u00f9 corretta, tuttavia, si ottiene calcolando l\u2019incidenza percentuale dell\u2019aumento dell\u2019Iva sulla retribuzione netta di un capo famiglia. Adottando questa metodologia, l\u2019aggravio pi\u00f9 pesante interesserebbe i percettori di redditi bassi e, a parit\u00e0 di reddito, le famiglie pi\u00f9 numerose\u201d.<\/p>\n<p>Come affermato in precedenza, con pi\u00f9 Iva avremmo degli effetti negativi per tutta l\u2019economia. Circa il 60 per cento del nostro Pil, infatti, \u00e8 riconducibile ai consumi delle famiglie. Nessun\u2019altra voce che compone la ricchezza prodotta nel nostro Paese pu\u00f2 vantare un\u2019 incidenza percentuale cos\u00ec elevata. Se aumentassimo i prezzi dei beni e dei servizi, sicuramente ritoccheremmo all\u2019ins\u00f9 un po\u2019 l\u2019inflazione, aiutando i conti pubblici; tuttavia, in questo modo penalizzeremmo tantissime famiglie e altrettanti lavoratori autonomi (artigiani, piccoli negozianti e partite Iva) che vivono quasi esclusivamente di domanda interna.<\/p>\n<p>\u201cTeniamo a sottolineare \u2013 conclude Mason \u2013 che rispetto all\u2019anno pre-crisi, vale a dire il 2007, i consumi delle famiglie italiane sono ancora inferiori di circa 2,4 punti percentuali. Nell\u2019Eurozona solo noi e la Grecia abbiamo questo record negativo, che ovviamente nessuno ci invidia\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se l\u2019incremento delle aliquote Iva non verr\u00e0 disinnescato, oltre ai pesanti effetti recessivi sull\u2019economia, l\u2019Italia rischia anche un forte aumento dell\u2019evasione. 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