{"id":90931,"date":"2019-07-06T14:54:02","date_gmt":"2019-07-06T12:54:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=90931"},"modified":"2019-07-06T14:54:02","modified_gmt":"2019-07-06T12:54:02","slug":"la-pressione-fiscale-sui-contribuenti-onesti-e-al-48","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/la-pressione-fiscale-sui-contribuenti-onesti-e-al-48\/","title":{"rendered":"LA PRESSIONE FISCALE SUI CONTRIBUENTI ONESTI  E\u2019 AL 48 %"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Schermata-2019-07-06-alle-14.51.57.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"746\" data-large_image_height=\"492\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-90932 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Schermata-2019-07-06-alle-14.51.57-300x198.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Schermata-2019-07-06-alle-14.51.57-300x198.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Schermata-2019-07-06-alle-14.51.57.png 746w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L\u2019Ufficio studi della CGIA denuncia come i contribuenti italiani che versano fino all\u2019ultimo centesimo tutte le tasse, le imposte e i contributi previdenziali chiesti dall\u2019Amministrazione pubblica, subiscano una pressione fiscale reale del 48 per cento: si tratta di quasi 6 punti in pi\u00f9 rispetto al dato ufficiale, che nel 2018 si \u00e8 attestato al 42,1 per cento.<\/p>\n<p><strong>Meno tasse, ma sono aumentate le tariffe<\/strong><br \/>\n\u201cSebbene negli ultimi anni il peso complessivo delle tasse risulti leggermente in calo \u2013 afferma il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo \u2013 molti non se ne sono accorti, poich\u00e9 allo stesso tempo sono cresciute le tariffe della luce, dell\u2019acqua, del gas, i pedaggi autostradali, i servizi postali, i trasporti urbani, etc. Dal punto di vista contabile, queste voci non rientrano nella pressione fiscale. Tuttavia, hanno avuto e continuano ad avere degli effetti molto negativi sui bilanci di famiglie e imprese, in particolar modo per quelle fedeli al fisco\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il peso del \u201cnero\u201d sulla nostra economia<\/strong><br \/>\nCome di consueto, l\u2019Ufficio studi della CGIA ricorda che il nostro Pil, come del resto quello di molti altri Paesi dell\u2019Ue, include anche gli effetti dell\u2019economia non osservata. Questa \u201cricchezza\u201d, riconducibile alle attivit\u00e0 irregolari e illegali che, per sua natura, ha dimensioni importanti, non d\u00e0 alcun contributo all\u2019incremento delle entrate fiscali.<\/p>\n<p>Rammentando che la pressione fiscale si calcola attraverso il rapporto tra le entrate fiscali e il Pil, se dalla ricchezza prodotta scorporiamo la componente riconducibile all\u2019economia \u201cin nero\u201d, il peso del fisco in capo ai contribuenti onesti sale inevitabilmente, consegnandoci un carico fiscale reale molto superiore a quello ufficiale.<\/p>\n<p><strong>Per abbassare le tasse nel 2020 dobbiamo recuperare almeno 33 miliardi<\/strong><br \/>\n\u201cSe da un lato abbiamo recuperato 7,6 miliardi di euro che ci hanno evitato la procedura di infrazione da parte dell\u2019Ue \u2013 dichiara il Segretario Renato Mason \u2013 dall\u2019altro lato dobbiamo trovare entro dicembre 23 miliardi per evitare l\u2019aumento dell\u2019Iva e altri 10-15 miliardi per estendere a tutta la platea dei contribuenti la flat tax. Insomma, al fine di evitare un forte aumento dei prezzi di beni e servizi e per beneficiare di una decisa riduzione del carico fiscale, dovremmo recuperare in pochi mesi almeno 33 miliardi. Una impresa che, ad oggi, appare proibitiva\u201d.<\/p>\n<p><strong>Molto probabilmente nel 2019 la pressione fiscale \u00e8 destinata a salire<\/strong><br \/>\nE se negli ultimi anni la pressione fiscale ha conosciuto una leggera diminuzione, non \u00e8 da escludere che nel 2019 torni a salire. Non tanto perch\u00e9 il prelievo complessivo \u00e8 destinato ad aumentare, cosa che in linea di massima non si dovrebbe verificare, bens\u00ec perch\u00e9 la crescita del Pil sar\u00e0 molto contenuta e nettamente inferiore alla variazione registrata l\u2019anno scorso. Ricordiamo che, dopo il picco massimo toccato nel biennio 2012-2013, negli anni successivi la pressione fiscale ha fatto segnare una diminuzione che nel 2017 e nel 2018 si \u00e8 attestata al 42,1 per cento.<\/p>\n<p><strong>Torniamo ai numeri: ecco perch\u00e9 la pressione fiscale reale \u00e8 al 48 per cento<\/strong><\/p>\n<p>Secondo l\u2019Istat, nel 2016 (ultimo dato disponibile) l\u2019economia non osservata ammontava a 209,8 miliardi di euro (pari al 12,4 per cento del Pil): di questi, 191,8 miliardi erano attribuibili al sommerso economico e altri 17,9 alle attivit\u00e0 illegali. In questa analisi, l\u2019Ufficio studi della CGIA ha ipotizzato prudenzialmente che l\u2019incidenza dell\u2019economia sommersa e delle attivit\u00e0 illegali sul Pil nel biennio 2017-2018 non abbia subito alcuna variazione rispetto al dato 2016.<\/p>\n<p>La pressione fiscale ufficiale \u00e8 data dal rapporto tra le entrate fiscali ed il Pil prodotto in un anno (nel 2018 si \u00e8 attestata al 42,1 per cento). Se, per\u00f2, dalla ricchezza del Paese (Pil) sottraiamo la quota riconducibile al sommerso economico e alle attivit\u00e0 illegali che, non producono alcun gettito per le casse dello Stato, il prodotto interno lordo diminuisce (quindi si \u201ccontrae\u201d il valore del denominatore) facendo aumentare il risultato che emerge dal rapporto tra il gettito fiscale e il Pil (48 per cento). La CGIA tiene comunque a precisare che la pressione fiscale ufficiale calcolata dall\u2019Istat (nel 2018 al 42,1 per cento) rispetta fedelmente le disposizioni metodologiche previste dall\u2019Eurostat.<\/p>\n<p><strong>Il rapporto tra fisco e imprese \u00e8 in costante evoluzione<\/strong><br \/>\nDopo l\u2019introduzione della fatturazione elettronica che ha debuttato lo scorso 1\u00b0 gennaio, dal 1\u00b0 luglio \u00e8 scattata una nuova scadenza per le partite iva con volume d\u2019affari superiore ai 400.000 euro e pi\u00f9 precisamente l\u2019obbligo di memorizzazione e di invio telematico dei corrispettivi. Questo scenario evidenzia come il rapporto fiscale tra le aziende e l\u2019Agenzia delle Entrate stia cambiando rapidamente senza per\u00f2 portare sostanziali benefici in termine di riduzione delle tasse con<\/p>\n<p>altrettanta rapidit\u00e0. Da qualche settimana, infine, piccoli imprenditori, artigiani e commercianti sono alle prese anche con la dichiarazione dei redditi, che da quest\u2019anno presenta una grossa novit\u00e0: i tanto criticati studi di settore sono stati sostituiti dagli ISA. Un nuovo strumento che sta mettendo in difficolt\u00e0 gli stessi addetti ai lavori, come le associazioni di categoria e i commercialisti, e i piccoli imprenditori, che devono dedicare il loro tempo anche alla compilazione dei dati richiesti da tali \u201cindicatori\u201d, sottraendolo al loro lavoro. Una rivoluzione che rischia di tradursi in un aumento dei costi legati alla burocrazia fiscale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Ufficio studi della CGIA denuncia come i contribuenti italiani che versano fino all\u2019ultimo centesimo tutte le tasse, le imposte e i contributi previdenziali chiesti dall\u2019Amministrazione pubblica, subiscano una pressione fiscale reale del 48 per cento: si tratta di quasi 6 punti in pi\u00f9 rispetto al dato ufficiale, che nel 2018 si \u00e8 attestato al 42,1&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":90933,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[49],"tags":[],"class_list":["post-90931","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news-18","category-49","description-off"],"img_url":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/graph-163509_1280.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90931","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90931"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90931\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/90933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90931"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90931"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90931"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}