{"id":91655,"date":"2019-07-13T10:09:05","date_gmt":"2019-07-13T08:09:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=91655"},"modified":"2019-07-13T10:09:05","modified_gmt":"2019-07-13T08:09:05","slug":"da-7-anni-prestiti-in-calo-alle-imprese-con-meno-di-20-addetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/da-7-anni-prestiti-in-calo-alle-imprese-con-meno-di-20-addetti\/","title":{"rendered":"DA 7 ANNI PRESTITI IN CALO ALLE\u00a0IMPRESE CON MENO DI 20 ADDETTI"},"content":{"rendered":"<p>Rispetto allo stesso periodo del 2018, anche nel mese di marzo di quest\u2019anno [1], fa sapere l\u2019Ufficio studi della CGIA, i finanziamenti bancari alle piccole imprese sono scesi del 2,3 per cento: un trend negativo che per queste realt\u00e0 aziendali dura ormai da 7 anni [2].<\/p>\n<p>Afferma il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo:<\/p>\n<p>\u201cDal 2012, come sottolinea la Banca d\u2019Italia nella sua ultima Relazione annuale, il volume dei prestiti alle aziende con meno di 20 addetti [3] \u00e8 sceso costantemente. Un risultato che solo in parte \u00e8 riconducibile alla qualit\u00e0 della domanda e al livello di rischiosit\u00e0 di questi soggetti. Anche a parit\u00e0 di rischio, infatti, i tassi di interesse applicati alle imprese minori sono in media superiori di 300 punti base di quelli pretesi alle aziende di grandi dimensioni. Diversamente, si sono pressoch\u00e9 annullate le differenze tra gli interessi richiesti alle micro aziende maggiormente vulnerabili rispetto a quelle affidabili\u201d.<\/p>\n<p>Una condotta, quella praticata degli istituti di credito nei confronti delle piccole e piccolissime imprese, che lascia trasparire una volont\u00e0 ben precisa. Dichiara il Segretario Renato Mason:<\/p>\n<p>\u201cQuando una micro impresa si rivolge ad una banca per ottenere un finanziamento, nella stragrande maggioranza dei casi quest\u2019ultimo ha una dimensione economica molto contenuta. Se in prima battuta sembra una richiesta facilmente solvibile, successivamente si scopre che per redigere l\u2019istruttoria ed erogare il prestito gli istituti di credito devono assumersi dei costi fissi molto elevati, che riducono al minimo i margini di profitto di questa operazione. Questa \u00e8 la ragione che ha spinto molte banche, soprattutto di livello nazionale, a chiudere i rubinetti del credito alle micro aziende. E senza liquidit\u00e0, molti artigiani e altrettanti piccoli imprenditori si sono trovati in gravi difficolt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Secondo l\u2019Ufficio studi della CGIA, inoltre, non \u00e8 da escludere che a seguito della significativa diminuzione dell\u2019offerta di credito avvenuta in questi ultimi anni, molti piccoli imprenditori, soprattutto al Nord, siano finiti tra le braccia delle organizzazioni criminali di stampo mafioso. Realt\u00e0, queste ultime, sempre molto disponibili a \u201csoccorrere\u201d chi si trova a corto di liquidit\u00e0.<\/p>\n<p>Un problema che sta assillando, in particolar modo, le attivit\u00e0 del comparto casa (edili, dipintori, elettricisti, idraulici, installatori impianti, serramentisti, etc.), che, con l\u2019entrata in vigore del \u201cDecreto crescita\u201d, rischiano di subire un ulteriore danno economico.<\/p>\n<p>Le disposizioni previste dall\u2019art. 10, infatti, stabiliscono che i privati, in alternativa alle detrazioni Irpef del 65 e del 50 per cento, possono cedere gli sgravi fiscali all\u2019azienda a cui hanno affidato i lavori di riqualificazione energetica e\/o di riduzione del rischio sismico, usufruendo di uno sconto molto generoso sulla fattura da onorare.<\/p>\n<p>Se da un lato questa decisione pu\u00f2 rimettere in moto con forza l\u2019economia del comparto casa, visto che consente al committente di beneficiare di uno sconto del 50 per cento sul corrispettivo dovuto, dall\u2019altro rischia di penalizzare le imprese che hanno realizzato<\/p>\n<p>l\u2019intervento, visto che potranno incassare la met\u00e0 del corrispettivo attraverso la compensazione fiscale entro i successivi 5 anni.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che una grande azienda pu\u00f2 far fronte a questo meccanismo, ma chi non dispone di liquidit\u00e0, come la stragrande maggioranza delle aziende artigiane del settore edile e dell\u2019installazione degli impianti, rischia di dover rinunciare alla commessa, non potendo sostenere, e anticipare, una buona parte delle spese necessarie per realizzare l\u2019opera.<\/p>\n<p>Di conseguenza, le imprese che si faranno carico di questo onere potranno permettersi di presentarsi al cliente e proporgli questa soluzione, mentre i piccoli artigiani saranno scoraggiati dal suggerire questa misura, con il pericolo di essere estromessi dal mercato.<\/p>\n<p>Per questo la CGIA nei giorni scorsi ha inviato una nota all\u2019Autorit\u00e0 del Garante e della Concorrenza del Mercato, segnalando che questa nuova legge crea una discriminazione fra operatori economici concorrenti, avvantaggiando quelli di maggiori dimensioni ed elevata capacit\u00e0 finanziaria, alterando le dinamiche del mercato, con l\u2019effetto di restringere le possibilit\u00e0 di offerta per i consumatori finali.<\/p>\n<p>Una decisione che se non verr\u00e0 modificata rischia di mettere in seria difficolt\u00e0 il comparto casa che tra dipintori, edili, serramentisti, installatori, elettricisti e idraulici conta in Italia poco pi\u00f9 di 625 mila aziende, il 70 per cento circa ad alta vocazione artigiana. Le stime relative al 2018 ci dicono che le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di riqualificazione energetica hanno generato investimenti incentivati dalle detrazioni fiscali per quasi 29 miliardi di euro, coinvolgendo quasi 427 mila addetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rispetto allo stesso periodo del 2018, anche nel mese di marzo di quest\u2019anno [1], fa sapere l\u2019Ufficio studi della CGIA, i finanziamenti bancari alle piccole imprese sono scesi del 2,3 per cento: un trend negativo che per queste realt\u00e0 aziendali dura ormai da 7 anni [2]. 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