{"id":94374,"date":"2019-08-05T23:59:42","date_gmt":"2019-08-05T21:59:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=94374"},"modified":"2019-08-06T05:52:15","modified_gmt":"2019-08-06T03:52:15","slug":"domenico-de-biasio-pittore-di-rocca-grande-sensibilita-e-tocchi-raffinati-di-renato-bona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/domenico-de-biasio-pittore-di-rocca-grande-sensibilita-e-tocchi-raffinati-di-renato-bona\/","title":{"rendered":"DOMENICO DE BIASIO, PITTORE DI ROCCA: GRANDE SENSIBILITA\u2019 E TOCCHI RAFFINATI di RENATO BONA"},"content":{"rendered":"<div class=\"_4u-c _1wfr _9hq\">\n<div class=\"_5f0v uiScrollableArea fade contentBefore contentAfter\" tabindex=\"0\">\n<div id=\"js_1b\" class=\"uiScrollableAreaWrap scrollable\">\n<div class=\"uiScrollableAreaBody\">\n<div class=\"uiScrollableAreaContent\">\n<div class=\"__i_ _7i2k\" role=\"region\" aria-label=\"Messaggi\">\n<div id=\"js_1\">\n<div>\n<div class=\"_1t_p clearfix\">\n<div class=\"_41ud\">\n<div class=\"clearfix _o46 _3erg _29_7 direction_ltr text_align_ltr\">\n<div id=\"js_2e\" class=\"_3058 _ui9 _hh7 _6ybn _s1- _52mr _3oh-\" data-tooltip-content=\"15:11\" data-hover=\"tooltip\" data-tooltip-position=\"left\" aria-describedby=\"js_2d\">\n<div class=\"_aok _7i2m\" tabindex=\"0\" aria-label=\"OGGI - CARO MIRKO - TI PROPONGO UN TESTO AGORDINO: i 145 anni dalla morter del pittore de biasio nativo di sottoguda. ci sono 4 foto; sempre riconoscente per l'ospitalit\u00e0. ciao e buon lavoro atutti.        A ferragosto il 145. anniversario della scomparsa a Venezia\nDOMENICO DE BIASIO, PITTORE DI ROCCA:\nGRANDE SENSIBILITA\u2019 E TOCCHI RAFFINATI\nSabato di ferragosto del 1874, 145 anni fa, moriva a Venezia all\u2019et\u00e0 di 53 anni, il pittore agordino Domenico De Biasio che, figlio di Pietro e di Elisabetta Darman, era nato a Sottoguda di Rocca Pietore venerd\u00ec  6 aprile 1821. Ricorre dunque fra pochi giorni il centoquarantacinquesimo anniversario della scomparsa di un artista di grande sensibilit\u00e0 e sicuro talento.\nLa libera agenzia Wikipedia ricorda che \u201csi form\u00f2 a Venezia presso l'Accademia di belle arti. Tra i suoi professori vi fu Michelangelo Grigoletti il quale lo influenz\u00f2 notevolmente, specialmente per quanto riguarda l'ispirazione alla scuola veneta cinquecentesca. Esemplare, in questo senso, \u00e8 la Vergine e il Bambino, una piccola tela conservata nel santuario di Santa Maria delle Grazie nell'omonima frazione di Rocca Pietore (1857 ca.). Lo stesso dipinto fa notare anche una certa adesione, invero assai libera, al purismo\u201d. Dello stesso periodo - aggiunge - \u00e8 la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa esposta al palazzo vescovile di Belluno. La composizione nitida e i colori accesi e sfumati rimandano al Giorgione, ma anche in questo caso la resa \u00e8 molto pi\u00f9 personale\u201d. Poi sottolinea che \u201cMostra una certa raffinatezza la Sacra Conversazione, dipinto che si trova su uno degli altari della parrocchiale di Rocca Pietore. Altri lavori si trovano nell'arcidiaconale di Agordo\u201d. \nMa non solo chiese, per De Biasio: \u201cImportante fu anche la produzione su commissioni private: si ricordano il ciclo di tele per palazzo Crotta-de Manzoni di Agordo, nonch\u00e9 i ritratti, peculiari per la partecipazione psicologica con il soggetto (altro riferimento alla lezione di Grigoletti)\u2026\u201d. Dal canto suo il sito istitutomatteucci nel Dizionario degli artisti  evidenzia come sia \u201c\u2026Poco documentata la sua produzione pittorica, legata alla lezione del maestro e caratterizzata da un cromatismo raffinato e prezioso con frequenti recuperi neocinquecenteschi\u2026  Anche come ritrattista, mostr\u00f2 evidenti consonanze con Grigoletti, come nell\u2019Autoritratto (casa Parrocchiale di Rocca Pietore) e nel pi\u00f9 noto Filosofo antico (Agordo, sala Consiliare del Municipio), entrambi risalenti alla piena maturit\u00e0 dell'artista\u201d. Mentre il sito treccani.it scrive che: \u201c\u2026tra gli altri, ebbe per professore il celebre pittore friulano M. Grigoletti, che dal 1849 ricopriva la cattedra di \u2018Elementi di figura\u2019. De Biasio fu un attento cultore del disegno e un sensibile interprete della tavolozza informata da timbri sovente sgargianti, ma sapientemente fusi. Ammir\u00f2 e studi\u00f2 con particolare predilezione la pittura veneta cinquecentesca traendo profitto dalla notevole lezione grigolettiana, destinata ad influenzare non poco la sua produzione pittorica. La piccola tela con la Vergine e il Bambino del santuario di S. Maria delle Grazie, dipinta attorno al 1857, abbastanza chiaramente svela i legami con l'arte dei Grigoletti; la gamma cromatica risaltante, la vocazione per una grafica vigilatissima, la fine e discreta caratterizzazione fisionomica di Maria fanno inoltre intravvedere un legame con la cultura purista, sebbene intesa in un'accezione pi\u00f9 libera e personale. Sullo stesso piano si pone anche l'armoniosa piccola pala con la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa (Belluno, palazzo episcopale). Il nitore compositivo e la cromia informata da toni accesi e sfumati svelano qui talune suggestioni di taglio pseudo giorgionesco, rivissute per\u00f2 secondo una personalissima sensibilit\u00e0. Immagini e soluzioni pittoriche di una certa raffinatezza ricorrono, inoltre, nella Sacra Conversazione eseguita per un altare minore della chiesa parrocchiale di Rocca Pietore. De Biasio lavor\u00f2 anche per la chiesa arcidiaconale di Agordo ed esegu\u00ec svariati dipinti per soddisfare le commissioni private della sua terra natale (ad esempio le tele di palazzo Crotta de Manzoni in Agordo)\u201d. Conclude affermando che \u201cNel settore del ritratto, forse, diede il meglio di s\u00e9 specialmente per la discreta ma intensa partecipazione psicologica con il soggetto: peculiarit\u00e0 che ancora una volta fa capo agli insegnamenti grigolettiani. Il suo Autoritratto (Rocca Pietore, casa parrocchiale), collocabile presumibilmente nella piena maturit\u00e0, non sfugge senz'altro a tali caratteristiche e anzi ne costituisce un esempio significativo. Forse da una disincantata attenzione ritrattistica nasce anche la senile e solenne immagine del Filosofo antico, oggi nella sala consiliare del municipio di Agordo. Si ciment\u00f2, inoltre, in opere di carattere storico (ad esempio Raffaello e la Fornarina, gi\u00e0 nella collezione agordina di casa Pezz\u00e8) in cui l'adesione ai canoni del purismo appare con maggior evidenza\u201d.\nNELLE FOTO (Dario Fontanive e Google): la parrocchiale di Santa Maria Maddalena di Rocca Pietore dove l\u2019altare di sinistra, dedicato alla Madonna, ospita il dipinto del De Biasio \u201cSacra conversazione\u201d; il santuario di Santa Maria delle Grazie dove sull\u2019abside vi \u00e8 la Madonna con Bambino dello stesso autore di Sottoguda.\"><\/div>\n<div tabindex=\"0\" aria-label=\"OGGI - CARO MIRKO - TI PROPONGO UN TESTO AGORDINO: i 145 anni dalla morter del pittore de biasio nativo di sottoguda. ci sono 4 foto; sempre riconoscente per l'ospitalit\u00e0. ciao e buon lavoro atutti.        A ferragosto il 145. anniversario della scomparsa a Venezia\nDOMENICO DE BIASIO, PITTORE DI ROCCA:\nGRANDE SENSIBILITA\u2019 E TOCCHI RAFFINATI\nSabato di ferragosto del 1874, 145 anni fa, moriva a Venezia all\u2019et\u00e0 di 53 anni, il pittore agordino Domenico De Biasio che, figlio di Pietro e di Elisabetta Darman, era nato a Sottoguda di Rocca Pietore venerd\u00ec  6 aprile 1821. Ricorre dunque fra pochi giorni il centoquarantacinquesimo anniversario della scomparsa di un artista di grande sensibilit\u00e0 e sicuro talento.\nLa libera agenzia Wikipedia ricorda che \u201csi form\u00f2 a Venezia presso l'Accademia di belle arti. Tra i suoi professori vi fu Michelangelo Grigoletti il quale lo influenz\u00f2 notevolmente, specialmente per quanto riguarda l'ispirazione alla scuola veneta cinquecentesca. Esemplare, in questo senso, \u00e8 la Vergine e il Bambino, una piccola tela conservata nel santuario di Santa Maria delle Grazie nell'omonima frazione di Rocca Pietore (1857 ca.). Lo stesso dipinto fa notare anche una certa adesione, invero assai libera, al purismo\u201d. Dello stesso periodo - aggiunge - \u00e8 la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa esposta al palazzo vescovile di Belluno. La composizione nitida e i colori accesi e sfumati rimandano al Giorgione, ma anche in questo caso la resa \u00e8 molto pi\u00f9 personale\u201d. Poi sottolinea che \u201cMostra una certa raffinatezza la Sacra Conversazione, dipinto che si trova su uno degli altari della parrocchiale di Rocca Pietore. Altri lavori si trovano nell'arcidiaconale di Agordo\u201d. \nMa non solo chiese, per De Biasio: \u201cImportante fu anche la produzione su commissioni private: si ricordano il ciclo di tele per palazzo Crotta-de Manzoni di Agordo, nonch\u00e9 i ritratti, peculiari per la partecipazione psicologica con il soggetto (altro riferimento alla lezione di Grigoletti)\u2026\u201d. Dal canto suo il sito istitutomatteucci nel Dizionario degli artisti  evidenzia come sia \u201c\u2026Poco documentata la sua produzione pittorica, legata alla lezione del maestro e caratterizzata da un cromatismo raffinato e prezioso con frequenti recuperi neocinquecenteschi\u2026  Anche come ritrattista, mostr\u00f2 evidenti consonanze con Grigoletti, come nell\u2019Autoritratto (casa Parrocchiale di Rocca Pietore) e nel pi\u00f9 noto Filosofo antico (Agordo, sala Consiliare del Municipio), entrambi risalenti alla piena maturit\u00e0 dell'artista\u201d. Mentre il sito treccani.it scrive che: \u201c\u2026tra gli altri, ebbe per professore il celebre pittore friulano M. Grigoletti, che dal 1849 ricopriva la cattedra di \u2018Elementi di figura\u2019. De Biasio fu un attento cultore del disegno e un sensibile interprete della tavolozza informata da timbri sovente sgargianti, ma sapientemente fusi. Ammir\u00f2 e studi\u00f2 con particolare predilezione la pittura veneta cinquecentesca traendo profitto dalla notevole lezione grigolettiana, destinata ad influenzare non poco la sua produzione pittorica. La piccola tela con la Vergine e il Bambino del santuario di S. Maria delle Grazie, dipinta attorno al 1857, abbastanza chiaramente svela i legami con l'arte dei Grigoletti; la gamma cromatica risaltante, la vocazione per una grafica vigilatissima, la fine e discreta caratterizzazione fisionomica di Maria fanno inoltre intravvedere un legame con la cultura purista, sebbene intesa in un'accezione pi\u00f9 libera e personale. Sullo stesso piano si pone anche l'armoniosa piccola pala con la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa (Belluno, palazzo episcopale). Il nitore compositivo e la cromia informata da toni accesi e sfumati svelano qui talune suggestioni di taglio pseudo giorgionesco, rivissute per\u00f2 secondo una personalissima sensibilit\u00e0. Immagini e soluzioni pittoriche di una certa raffinatezza ricorrono, inoltre, nella Sacra Conversazione eseguita per un altare minore della chiesa parrocchiale di Rocca Pietore. De Biasio lavor\u00f2 anche per la chiesa arcidiaconale di Agordo ed esegu\u00ec svariati dipinti per soddisfare le commissioni private della sua terra natale (ad esempio le tele di palazzo Crotta de Manzoni in Agordo)\u201d. Conclude affermando che \u201cNel settore del ritratto, forse, diede il meglio di s\u00e9 specialmente per la discreta ma intensa partecipazione psicologica con il soggetto: peculiarit\u00e0 che ancora una volta fa capo agli insegnamenti grigolettiani. Il suo Autoritratto (Rocca Pietore, casa parrocchiale), collocabile presumibilmente nella piena maturit\u00e0, non sfugge senz'altro a tali caratteristiche e anzi ne costituisce un esempio significativo. Forse da una disincantata attenzione ritrattistica nasce anche la senile e solenne immagine del Filosofo antico, oggi nella sala consiliare del municipio di Agordo. Si ciment\u00f2, inoltre, in opere di carattere storico (ad esempio Raffaello e la Fornarina, gi\u00e0 nella collezione agordina di casa Pezz\u00e8) in cui l'adesione ai canoni del purismo appare con maggior evidenza\u201d.\nNELLE FOTO (Dario Fontanive e Google): la parrocchiale di Santa Maria Maddalena di Rocca Pietore dove l\u2019altare di sinistra, dedicato alla Madonna, ospita il dipinto del De Biasio \u201cSacra conversazione\u201d; il santuario di Santa Maria delle Grazie dove sull\u2019abside vi \u00e8 la Madonna con Bambino dello stesso autore di Sottoguda.\"><\/div>\n<div class=\"_aok _7i2m\" tabindex=\"0\" aria-label=\"OGGI - CARO MIRKO - TI PROPONGO UN TESTO AGORDINO: i 145 anni dalla morter del pittore de biasio nativo di sottoguda. ci sono 4 foto; sempre riconoscente per l'ospitalit\u00e0. ciao e buon lavoro atutti.        A ferragosto il 145. anniversario della scomparsa a Venezia\nDOMENICO DE BIASIO, PITTORE DI ROCCA:\nGRANDE SENSIBILITA\u2019 E TOCCHI RAFFINATI\nSabato di ferragosto del 1874, 145 anni fa, moriva a Venezia all\u2019et\u00e0 di 53 anni, il pittore agordino Domenico De Biasio che, figlio di Pietro e di Elisabetta Darman, era nato a Sottoguda di Rocca Pietore venerd\u00ec  6 aprile 1821. Ricorre dunque fra pochi giorni il centoquarantacinquesimo anniversario della scomparsa di un artista di grande sensibilit\u00e0 e sicuro talento.\nLa libera agenzia Wikipedia ricorda che \u201csi form\u00f2 a Venezia presso l'Accademia di belle arti. Tra i suoi professori vi fu Michelangelo Grigoletti il quale lo influenz\u00f2 notevolmente, specialmente per quanto riguarda l'ispirazione alla scuola veneta cinquecentesca. Esemplare, in questo senso, \u00e8 la Vergine e il Bambino, una piccola tela conservata nel santuario di Santa Maria delle Grazie nell'omonima frazione di Rocca Pietore (1857 ca.). Lo stesso dipinto fa notare anche una certa adesione, invero assai libera, al purismo\u201d. Dello stesso periodo - aggiunge - \u00e8 la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa esposta al palazzo vescovile di Belluno. La composizione nitida e i colori accesi e sfumati rimandano al Giorgione, ma anche in questo caso la resa \u00e8 molto pi\u00f9 personale\u201d. Poi sottolinea che \u201cMostra una certa raffinatezza la Sacra Conversazione, dipinto che si trova su uno degli altari della parrocchiale di Rocca Pietore. Altri lavori si trovano nell'arcidiaconale di Agordo\u201d. \nMa non solo chiese, per De Biasio: \u201cImportante fu anche la produzione su commissioni private: si ricordano il ciclo di tele per palazzo Crotta-de Manzoni di Agordo, nonch\u00e9 i ritratti, peculiari per la partecipazione psicologica con il soggetto (altro riferimento alla lezione di Grigoletti)\u2026\u201d. Dal canto suo il sito istitutomatteucci nel Dizionario degli artisti  evidenzia come sia \u201c\u2026Poco documentata la sua produzione pittorica, legata alla lezione del maestro e caratterizzata da un cromatismo raffinato e prezioso con frequenti recuperi neocinquecenteschi\u2026  Anche come ritrattista, mostr\u00f2 evidenti consonanze con Grigoletti, come nell\u2019Autoritratto (casa Parrocchiale di Rocca Pietore) e nel pi\u00f9 noto Filosofo antico (Agordo, sala Consiliare del Municipio), entrambi risalenti alla piena maturit\u00e0 dell'artista\u201d. Mentre il sito treccani.it scrive che: \u201c\u2026tra gli altri, ebbe per professore il celebre pittore friulano M. Grigoletti, che dal 1849 ricopriva la cattedra di \u2018Elementi di figura\u2019. De Biasio fu un attento cultore del disegno e un sensibile interprete della tavolozza informata da timbri sovente sgargianti, ma sapientemente fusi. Ammir\u00f2 e studi\u00f2 con particolare predilezione la pittura veneta cinquecentesca traendo profitto dalla notevole lezione grigolettiana, destinata ad influenzare non poco la sua produzione pittorica. La piccola tela con la Vergine e il Bambino del santuario di S. Maria delle Grazie, dipinta attorno al 1857, abbastanza chiaramente svela i legami con l'arte dei Grigoletti; la gamma cromatica risaltante, la vocazione per una grafica vigilatissima, la fine e discreta caratterizzazione fisionomica di Maria fanno inoltre intravvedere un legame con la cultura purista, sebbene intesa in un'accezione pi\u00f9 libera e personale. Sullo stesso piano si pone anche l'armoniosa piccola pala con la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa (Belluno, palazzo episcopale). Il nitore compositivo e la cromia informata da toni accesi e sfumati svelano qui talune suggestioni di taglio pseudo giorgionesco, rivissute per\u00f2 secondo una personalissima sensibilit\u00e0. Immagini e soluzioni pittoriche di una certa raffinatezza ricorrono, inoltre, nella Sacra Conversazione eseguita per un altare minore della chiesa parrocchiale di Rocca Pietore. De Biasio lavor\u00f2 anche per la chiesa arcidiaconale di Agordo ed esegu\u00ec svariati dipinti per soddisfare le commissioni private della sua terra natale (ad esempio le tele di palazzo Crotta de Manzoni in Agordo)\u201d. Conclude affermando che \u201cNel settore del ritratto, forse, diede il meglio di s\u00e9 specialmente per la discreta ma intensa partecipazione psicologica con il soggetto: peculiarit\u00e0 che ancora una volta fa capo agli insegnamenti grigolettiani. Il suo Autoritratto (Rocca Pietore, casa parrocchiale), collocabile presumibilmente nella piena maturit\u00e0, non sfugge senz'altro a tali caratteristiche e anzi ne costituisce un esempio significativo. Forse da una disincantata attenzione ritrattistica nasce anche la senile e solenne immagine del Filosofo antico, oggi nella sala consiliare del municipio di Agordo. Si ciment\u00f2, inoltre, in opere di carattere storico (ad esempio Raffaello e la Fornarina, gi\u00e0 nella collezione agordina di casa Pezz\u00e8) in cui l'adesione ai canoni del purismo appare con maggior evidenza\u201d.\nNELLE FOTO (Dario Fontanive e Google): la parrocchiale di Santa Maria Maddalena di Rocca Pietore dove l\u2019altare di sinistra, dedicato alla Madonna, ospita il dipinto del De Biasio \u201cSacra conversazione\u201d; il santuario di Santa Maria delle Grazie dove sull\u2019abside vi \u00e8 la Madonna con Bambino dello stesso autore di Sottoguda.\"><span class=\"_3oh- _58nk\"><span class=\"_4jzq _jf4 _jf5\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"_jf2 img alignleft\" title=\"Visualizzato da Renatobruno Bona alle 15:12\" src=\"https:\/\/scontent.fmxp3-1.fna.fbcdn.net\/v\/t1.0-1\/c13.0.50.50a\/p50x50\/553085_385905871470280_1626001170_n.jpg?_nc_cat=110&amp;_nc_oc=AQnhEtZOFYSp2wo9NfwbQYDXZl-3DwCMjcGrfHcoWkXRT1TaiB9KI3qLVV-KKK2M95Q&amp;_nc_ht=scontent.fmxp3-1.fna&amp;oh=47e0d29d4a4c5282763e296228ac6c9e&amp;oe=5DA6614C\" alt=\"Visualizzato da Renatobruno Bona alle 15:12\" width=\"99\" height=\"99\" \/><\/span><strong>BELLUNO<\/strong> Sabato di ferragosto del 1874, 145 anni fa, moriva a Venezia all\u2019et\u00e0 di 53 anni, il pittore agordino Domenico De Biasio che, figlio di Pietro e di Elisabetta Darman, era nato a Sottoguda di Rocca Pietore venerd\u00ec 6 aprile 1821. Ricorre dunque fra pochi giorni il centoquarantacinquesimo anniversario della scomparsa di un artista di grande sensibilit\u00e0 e sicuro talento. La libera agenzia Wikipedia ricorda che \u201csi form\u00f2 a Venezia presso l&#8217;Accademia di belle arti. Tra i suoi professori vi fu Michelangelo Grigoletti il quale lo influenz\u00f2 notevolmente, specialmente per quanto riguarda l&#8217;ispirazione alla scuola veneta cinquecentesca. Esemplare, in questo senso, \u00e8 la Vergine e il Bambino, una piccola tela conservata nel santuario di Santa Maria delle Grazie nell&#8217;omonima frazione di Rocca Pietore (1857 ca.). Lo stesso dipinto fa notare anche una certa adesione, invero assai libera, al purismo\u201d. Dello stesso periodo &#8211; aggiunge &#8211; \u00e8 la Madonna e l&#8217;Infante assisi in una radura boscosa esposta al palazzo vescovile di Belluno. La composizione nitida e i colori accesi e sfumati rimandano al Giorgione, ma anche in questo caso la resa \u00e8 molto pi\u00f9 personale\u201d. Poi sottolinea che \u201cMostra una certa raffinatezza la Sacra Conversazione, dipinto che si trova su uno degli altari della parrocchiale di Rocca Pietore. Altri lavori si trovano nell&#8217;arcidiaconale di Agordo\u201d. Ma non solo chiese, per De Biasio: \u201cImportante fu anche la produzione su commissioni private: si ricordano il ciclo di tele per palazzo Crotta-de Manzoni di Agordo, nonch\u00e9 i ritratti, peculiari per la partecipazione psicologica con il soggetto (altro riferimento alla lezione di Grigoletti)\u2026\u201d. Dal canto suo il sito istitutomatteucci nel Dizionario degli artisti evidenzia come sia \u201c\u2026Poco documentata la sua produzione pittorica, legata alla lezione del maestro e caratterizzata da un cromatismo raffinato e prezioso con frequenti recuperi neocinquecenteschi\u2026 Anche come ritrattista, mostr\u00f2 evidenti consonanze con Grigoletti, come nell\u2019Autoritratto (casa Parrocchiale di Rocca Pietore) e nel pi\u00f9 noto Filosofo antico (Agordo, sala Consiliare del Municipio), entrambi risalenti alla piena maturit\u00e0 dell&#8217;artista\u201d. Mentre il sito treccani.it scrive che: \u201c\u2026tra gli altri, ebbe per professore il celebre pittore friulano M. Grigoletti, che dal 1849 ricopriva la cattedra di \u2018Elementi di figura\u2019. De Biasio fu un attento cultore del disegno e un sensibile interprete della tavolozza informata da timbri sovente sgargianti, ma sapientemente fusi. Ammir\u00f2 e studi\u00f2 con particolare predilezione la pittura veneta cinquecentesca traendo profitto dalla notevole lezione grigolettiana, destinata ad influenzare non poco la sua produzione pittorica. La piccola tela con la Vergine e il Bambino del santuario di S. Maria delle Grazie, dipinta attorno al 1857, abbastanza chiaramente svela i legami con l&#8217;arte dei Grigoletti; la gamma cromatica risaltante, la vocazione per una grafica vigilatissima, la fine e discreta caratterizzazione fisionomica di Maria fanno inoltre intravvedere un legame con la cultura purista, sebbene intesa in un&#8217;accezione pi\u00f9 libera e personale. Sullo stesso piano si pone anche l&#8217;armoniosa piccola pala con la Madonna e l&#8217;Infante assisi in una radura boscosa (Belluno, palazzo episcopale). Il nitore compositivo e la cromia informata da toni accesi e sfumati svelano qui talune suggestioni di taglio pseudo giorgionesco, rivissute per\u00f2 secondo una personalissima sensibilit\u00e0. Immagini e soluzioni pittoriche di una certa raffinatezza ricorrono, inoltre, nella Sacra Conversazione eseguita per un altare minore della chiesa parrocchiale di Rocca Pietore. De Biasio lavor\u00f2 anche per la chiesa arcidiaconale di Agordo ed esegu\u00ec svariati dipinti per soddisfare le commissioni private della sua terra natale (ad esempio le tele di palazzo Crotta de Manzoni in Agordo)\u201d. Conclude affermando che \u201cNel settore del ritratto, forse, diede il meglio di s\u00e9 specialmente per la discreta ma intensa partecipazione psicologica con il soggetto: peculiarit\u00e0 che ancora una volta fa capo agli insegnamenti grigolettiani. Il suo Autoritratto (Rocca Pietore, casa parrocchiale), collocabile presumibilmente nella piena maturit\u00e0, non sfugge senz&#8217;altro a tali caratteristiche e anzi ne costituisce un esempio significativo. Forse da una disincantata attenzione ritrattistica nasce anche la senile e solenne immagine del Filosofo antico, oggi nella sala consiliare del municipio di Agordo. Si ciment\u00f2, inoltre, in opere di carattere storico (ad esempio Raffaello e la Fornarina, gi\u00e0 nella collezione agordina di casa Pezz\u00e8) in cui l&#8217;adesione ai canoni del purismo appare con maggior evidenza\u201d. NELLE <\/span><\/div>\n<div tabindex=\"0\" aria-label=\"OGGI - CARO MIRKO - TI PROPONGO UN TESTO AGORDINO: i 145 anni dalla morter del pittore de biasio nativo di sottoguda. ci sono 4 foto; sempre riconoscente per l'ospitalit\u00e0. ciao e buon lavoro atutti.        A ferragosto il 145. anniversario della scomparsa a Venezia\nDOMENICO DE BIASIO, PITTORE DI ROCCA:\nGRANDE SENSIBILITA\u2019 E TOCCHI RAFFINATI\nSabato di ferragosto del 1874, 145 anni fa, moriva a Venezia all\u2019et\u00e0 di 53 anni, il pittore agordino Domenico De Biasio che, figlio di Pietro e di Elisabetta Darman, era nato a Sottoguda di Rocca Pietore venerd\u00ec  6 aprile 1821. Ricorre dunque fra pochi giorni il centoquarantacinquesimo anniversario della scomparsa di un artista di grande sensibilit\u00e0 e sicuro talento.\nLa libera agenzia Wikipedia ricorda che \u201csi form\u00f2 a Venezia presso l'Accademia di belle arti. Tra i suoi professori vi fu Michelangelo Grigoletti il quale lo influenz\u00f2 notevolmente, specialmente per quanto riguarda l'ispirazione alla scuola veneta cinquecentesca. Esemplare, in questo senso, \u00e8 la Vergine e il Bambino, una piccola tela conservata nel santuario di Santa Maria delle Grazie nell'omonima frazione di Rocca Pietore (1857 ca.). Lo stesso dipinto fa notare anche una certa adesione, invero assai libera, al purismo\u201d. Dello stesso periodo - aggiunge - \u00e8 la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa esposta al palazzo vescovile di Belluno. La composizione nitida e i colori accesi e sfumati rimandano al Giorgione, ma anche in questo caso la resa \u00e8 molto pi\u00f9 personale\u201d. Poi sottolinea che \u201cMostra una certa raffinatezza la Sacra Conversazione, dipinto che si trova su uno degli altari della parrocchiale di Rocca Pietore. Altri lavori si trovano nell'arcidiaconale di Agordo\u201d. \nMa non solo chiese, per De Biasio: \u201cImportante fu anche la produzione su commissioni private: si ricordano il ciclo di tele per palazzo Crotta-de Manzoni di Agordo, nonch\u00e9 i ritratti, peculiari per la partecipazione psicologica con il soggetto (altro riferimento alla lezione di Grigoletti)\u2026\u201d. Dal canto suo il sito istitutomatteucci nel Dizionario degli artisti  evidenzia come sia \u201c\u2026Poco documentata la sua produzione pittorica, legata alla lezione del maestro e caratterizzata da un cromatismo raffinato e prezioso con frequenti recuperi neocinquecenteschi\u2026  Anche come ritrattista, mostr\u00f2 evidenti consonanze con Grigoletti, come nell\u2019Autoritratto (casa Parrocchiale di Rocca Pietore) e nel pi\u00f9 noto Filosofo antico (Agordo, sala Consiliare del Municipio), entrambi risalenti alla piena maturit\u00e0 dell'artista\u201d. Mentre il sito treccani.it scrive che: \u201c\u2026tra gli altri, ebbe per professore il celebre pittore friulano M. Grigoletti, che dal 1849 ricopriva la cattedra di \u2018Elementi di figura\u2019. De Biasio fu un attento cultore del disegno e un sensibile interprete della tavolozza informata da timbri sovente sgargianti, ma sapientemente fusi. Ammir\u00f2 e studi\u00f2 con particolare predilezione la pittura veneta cinquecentesca traendo profitto dalla notevole lezione grigolettiana, destinata ad influenzare non poco la sua produzione pittorica. La piccola tela con la Vergine e il Bambino del santuario di S. Maria delle Grazie, dipinta attorno al 1857, abbastanza chiaramente svela i legami con l'arte dei Grigoletti; la gamma cromatica risaltante, la vocazione per una grafica vigilatissima, la fine e discreta caratterizzazione fisionomica di Maria fanno inoltre intravvedere un legame con la cultura purista, sebbene intesa in un'accezione pi\u00f9 libera e personale. Sullo stesso piano si pone anche l'armoniosa piccola pala con la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa (Belluno, palazzo episcopale). Il nitore compositivo e la cromia informata da toni accesi e sfumati svelano qui talune suggestioni di taglio pseudo giorgionesco, rivissute per\u00f2 secondo una personalissima sensibilit\u00e0. Immagini e soluzioni pittoriche di una certa raffinatezza ricorrono, inoltre, nella Sacra Conversazione eseguita per un altare minore della chiesa parrocchiale di Rocca Pietore. De Biasio lavor\u00f2 anche per la chiesa arcidiaconale di Agordo ed esegu\u00ec svariati dipinti per soddisfare le commissioni private della sua terra natale (ad esempio le tele di palazzo Crotta de Manzoni in Agordo)\u201d. Conclude affermando che \u201cNel settore del ritratto, forse, diede il meglio di s\u00e9 specialmente per la discreta ma intensa partecipazione psicologica con il soggetto: peculiarit\u00e0 che ancora una volta fa capo agli insegnamenti grigolettiani. Il suo Autoritratto (Rocca Pietore, casa parrocchiale), collocabile presumibilmente nella piena maturit\u00e0, non sfugge senz'altro a tali caratteristiche e anzi ne costituisce un esempio significativo. Forse da una disincantata attenzione ritrattistica nasce anche la senile e solenne immagine del Filosofo antico, oggi nella sala consiliare del municipio di Agordo. Si ciment\u00f2, inoltre, in opere di carattere storico (ad esempio Raffaello e la Fornarina, gi\u00e0 nella collezione agordina di casa Pezz\u00e8) in cui l'adesione ai canoni del purismo appare con maggior evidenza\u201d.\nNELLE FOTO (Dario Fontanive e Google): la parrocchiale di Santa Maria Maddalena di Rocca Pietore dove l\u2019altare di sinistra, dedicato alla Madonna, ospita il dipinto del De Biasio \u201cSacra conversazione\u201d; il santuario di Santa Maria delle Grazie dove sull\u2019abside vi \u00e8 la Madonna con Bambino dello stesso autore di Sottoguda.\"><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67591373_2594621990572178_5792328642121957376_n.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"974\" data-large_image_height=\"1071\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94375\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67591373_2594621990572178_5792328642121957376_n-273x300.jpg\" alt=\"\" width=\"273\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67591373_2594621990572178_5792328642121957376_n-273x300.jpg 273w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67591373_2594621990572178_5792328642121957376_n-768x844.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67591373_2594621990572178_5792328642121957376_n-931x1024.jpg 931w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67591373_2594621990572178_5792328642121957376_n.jpg 974w\" sizes=\"auto, (max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67431263_472725590127655_1654359915667390464_n.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"1552\" data-large_image_height=\"2048\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94376\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67431263_472725590127655_1654359915667390464_n-227x300.jpg\" alt=\"\" width=\"227\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67431263_472725590127655_1654359915667390464_n-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67431263_472725590127655_1654359915667390464_n-768x1013.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67431263_472725590127655_1654359915667390464_n-776x1024.jpg 776w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67431263_472725590127655_1654359915667390464_n.jpg 1552w\" sizes=\"auto, (max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/68304054_399970407536478_4477543937686372352_n.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"550\" data-large_image_height=\"390\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94377\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/68304054_399970407536478_4477543937686372352_n-300x213.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"213\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/68304054_399970407536478_4477543937686372352_n-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/68304054_399970407536478_4477543937686372352_n.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67613074_403972516901846_7234753418043064320_n.jpg\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"2048\" data-large_image_height=\"1595\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-94378\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67613074_403972516901846_7234753418043064320_n-300x234.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"234\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67613074_403972516901846_7234753418043064320_n-300x234.jpg 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67613074_403972516901846_7234753418043064320_n-768x598.jpg 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67613074_403972516901846_7234753418043064320_n-1024x798.jpg 1024w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/67613074_403972516901846_7234753418043064320_n.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"_aok _7i2m\" tabindex=\"0\" aria-label=\"OGGI - CARO MIRKO - TI PROPONGO UN TESTO AGORDINO: i 145 anni dalla morter del pittore de biasio nativo di sottoguda. ci sono 4 foto; sempre riconoscente per l'ospitalit\u00e0. ciao e buon lavoro atutti.        A ferragosto il 145. anniversario della scomparsa a Venezia\nDOMENICO DE BIASIO, PITTORE DI ROCCA:\nGRANDE SENSIBILITA\u2019 E TOCCHI RAFFINATI\nSabato di ferragosto del 1874, 145 anni fa, moriva a Venezia all\u2019et\u00e0 di 53 anni, il pittore agordino Domenico De Biasio che, figlio di Pietro e di Elisabetta Darman, era nato a Sottoguda di Rocca Pietore venerd\u00ec  6 aprile 1821. Ricorre dunque fra pochi giorni il centoquarantacinquesimo anniversario della scomparsa di un artista di grande sensibilit\u00e0 e sicuro talento.\nLa libera agenzia Wikipedia ricorda che \u201csi form\u00f2 a Venezia presso l'Accademia di belle arti. Tra i suoi professori vi fu Michelangelo Grigoletti il quale lo influenz\u00f2 notevolmente, specialmente per quanto riguarda l'ispirazione alla scuola veneta cinquecentesca. Esemplare, in questo senso, \u00e8 la Vergine e il Bambino, una piccola tela conservata nel santuario di Santa Maria delle Grazie nell'omonima frazione di Rocca Pietore (1857 ca.). Lo stesso dipinto fa notare anche una certa adesione, invero assai libera, al purismo\u201d. Dello stesso periodo - aggiunge - \u00e8 la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa esposta al palazzo vescovile di Belluno. La composizione nitida e i colori accesi e sfumati rimandano al Giorgione, ma anche in questo caso la resa \u00e8 molto pi\u00f9 personale\u201d. Poi sottolinea che \u201cMostra una certa raffinatezza la Sacra Conversazione, dipinto che si trova su uno degli altari della parrocchiale di Rocca Pietore. Altri lavori si trovano nell'arcidiaconale di Agordo\u201d. \nMa non solo chiese, per De Biasio: \u201cImportante fu anche la produzione su commissioni private: si ricordano il ciclo di tele per palazzo Crotta-de Manzoni di Agordo, nonch\u00e9 i ritratti, peculiari per la partecipazione psicologica con il soggetto (altro riferimento alla lezione di Grigoletti)\u2026\u201d. Dal canto suo il sito istitutomatteucci nel Dizionario degli artisti  evidenzia come sia \u201c\u2026Poco documentata la sua produzione pittorica, legata alla lezione del maestro e caratterizzata da un cromatismo raffinato e prezioso con frequenti recuperi neocinquecenteschi\u2026  Anche come ritrattista, mostr\u00f2 evidenti consonanze con Grigoletti, come nell\u2019Autoritratto (casa Parrocchiale di Rocca Pietore) e nel pi\u00f9 noto Filosofo antico (Agordo, sala Consiliare del Municipio), entrambi risalenti alla piena maturit\u00e0 dell'artista\u201d. Mentre il sito treccani.it scrive che: \u201c\u2026tra gli altri, ebbe per professore il celebre pittore friulano M. Grigoletti, che dal 1849 ricopriva la cattedra di \u2018Elementi di figura\u2019. De Biasio fu un attento cultore del disegno e un sensibile interprete della tavolozza informata da timbri sovente sgargianti, ma sapientemente fusi. Ammir\u00f2 e studi\u00f2 con particolare predilezione la pittura veneta cinquecentesca traendo profitto dalla notevole lezione grigolettiana, destinata ad influenzare non poco la sua produzione pittorica. La piccola tela con la Vergine e il Bambino del santuario di S. Maria delle Grazie, dipinta attorno al 1857, abbastanza chiaramente svela i legami con l'arte dei Grigoletti; la gamma cromatica risaltante, la vocazione per una grafica vigilatissima, la fine e discreta caratterizzazione fisionomica di Maria fanno inoltre intravvedere un legame con la cultura purista, sebbene intesa in un'accezione pi\u00f9 libera e personale. Sullo stesso piano si pone anche l'armoniosa piccola pala con la Madonna e l'Infante assisi in una radura boscosa (Belluno, palazzo episcopale). Il nitore compositivo e la cromia informata da toni accesi e sfumati svelano qui talune suggestioni di taglio pseudo giorgionesco, rivissute per\u00f2 secondo una personalissima sensibilit\u00e0. Immagini e soluzioni pittoriche di una certa raffinatezza ricorrono, inoltre, nella Sacra Conversazione eseguita per un altare minore della chiesa parrocchiale di Rocca Pietore. De Biasio lavor\u00f2 anche per la chiesa arcidiaconale di Agordo ed esegu\u00ec svariati dipinti per soddisfare le commissioni private della sua terra natale (ad esempio le tele di palazzo Crotta de Manzoni in Agordo)\u201d. Conclude affermando che \u201cNel settore del ritratto, forse, diede il meglio di s\u00e9 specialmente per la discreta ma intensa partecipazione psicologica con il soggetto: peculiarit\u00e0 che ancora una volta fa capo agli insegnamenti grigolettiani. Il suo Autoritratto (Rocca Pietore, casa parrocchiale), collocabile presumibilmente nella piena maturit\u00e0, non sfugge senz'altro a tali caratteristiche e anzi ne costituisce un esempio significativo. Forse da una disincantata attenzione ritrattistica nasce anche la senile e solenne immagine del Filosofo antico, oggi nella sala consiliare del municipio di Agordo. Si ciment\u00f2, inoltre, in opere di carattere storico (ad esempio Raffaello e la Fornarina, gi\u00e0 nella collezione agordina di casa Pezz\u00e8) in cui l'adesione ai canoni del purismo appare con maggior evidenza\u201d.\nNELLE FOTO (Dario Fontanive e Google): la parrocchiale di Santa Maria Maddalena di Rocca Pietore dove l\u2019altare di sinistra, dedicato alla Madonna, ospita il dipinto del De Biasio \u201cSacra conversazione\u201d; il santuario di Santa Maria delle Grazie dove sull\u2019abside vi \u00e8 la Madonna con Bambino dello stesso autore di Sottoguda.\"><span class=\"_3oh- _58nk\">FOTO (Dario Fontanive e Google): la parrocchiale di Santa Maria Maddalena di Rocca Pietore dove l\u2019altare di sinistra, dedicato alla Madonna, ospita il dipinto del De Biasio \u201cSacra conversazione\u201d; il santuario di Santa Maria delle Grazie dove sull\u2019abside vi \u00e8 la Madonna con Bambino dello stesso autore di Sottoguda.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div class=\"_1t_p clearfix _5tx1\">\n<div class=\"_41ud\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"js_t\" class=\"_4rv3 _7og6\" role=\"region\" aria-label=\"Nuovo messaggio\">\n<div class=\"_5irm _7mkm\">\n<div class=\"_7kpk\">\n<div class=\"_kmc _7kpg navigationFocus\" role=\"presentation\">\n<div class=\" _3oh-\">\n<div class=\"_1p1t\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>BELLUNO Sabato di ferragosto del 1874, 145 anni fa, moriva a Venezia all\u2019et\u00e0 di 53 anni, il pittore agordino Domenico De Biasio che, figlio di Pietro e di Elisabetta Darman, era nato a Sottoguda di Rocca Pietore venerd\u00ec 6 aprile 1821. 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