{"id":95949,"date":"2019-08-17T15:20:02","date_gmt":"2019-08-17T13:20:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=95949"},"modified":"2019-08-17T15:20:02","modified_gmt":"2019-08-17T13:20:02","slug":"nei-primi-6-mesi-del-2019-in-veneto-629-aziende-artigiane-in-meno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/nei-primi-6-mesi-del-2019-in-veneto-629-aziende-artigiane-in-meno\/","title":{"rendered":"NEI PRIMI 6 MESI DEL 2019, IN VENETO 629 AZIENDE ARTIGIANE IN MENO"},"content":{"rendered":"<p>Sebbene nel secondo trimestre si sia verificata una leggera ripresa, nei primi 6 mesi di quest\u2019anno lo stock delle imprese artigiane presenti in Veneto \u00e8 diminuito di 629 unit\u00e0. Al 30 giugno scorso, il numero complessivo si \u00e8 attestato a quota 126.112.<br \/>\nAd eccezione del Trentino Alto Adige, in tutte le altre regioni italiane il saldo 1 dei primi 6 mesi \u00e8 stato negativo. Solo la Sicilia e l\u2019Emilia Romagna hanno comunque registrato un risultato peggiore al nostro. A dirlo \u00e8 l\u2019Ufficio studi della CGIA.<\/p>\n<p>A livello provinciale, nel Veneto \u00e8 stata la provincia di Vicenza a segnare la contrazione del saldo in valore assoluto pi\u00f9 marcata (-218). Seguono Verona (- 117) e Padova (-99). L\u2019unico territorio a registrare un risultato positivo \u00e8 stata la provincia di Venezia (+3).<\/p>\n<p><strong>Quali sono le cause di questa contrazione ?<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-17-alle-15.18.00.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"740\" data-large_image_height=\"410\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-95950 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-17-alle-15.18.00-300x166.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-17-alle-15.18.00-300x166.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-17-alle-15.18.00.png 740w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201cLa crisi, il calo dei consumi, le tasse, la mancanza di credito e l\u2019impennata degli affitti &#8211; afferma il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo &#8211; sono le cause che hanno costretto molti artigiani a cessare l\u2019attivit\u00e0. E per rilanciare questo settore \u00e8 necessario, oltre ad abbassare le imposte e ad alleggerire il peso della burocrazia, rivalutare il lavoro manuale. Negli ultimi 40 anni c\u2019\u00e8 stata una svalutazione culturale che \u00e8 stata spaventosa. L\u2019artigianato \u00e8 stato dipinto come un mondo residuale, destinato al declino e per riguadagnare il ruolo che gli compete ha bisogno di robusti investimenti nell\u2019orientamento scolastico e nell\u2019alternanza tra la scuola e il lavoro, rimettendo al centro del progetto formativo gli istituti professionali che in passato sono stati determinanti nel favorire lo sviluppo economico del Paese. Oggi, invece, sono percepiti dall\u2019opinione pubblica come scuole di serie b. Per alcuni, infatti, rappresentano una soluzione per parcheggiare per qualche anno quei ragazzi che non hanno una grande predisposizione allo studio. Per altri costituiscono l\u2019ultima chance per consentire a quegli alunni che provengono da insuccessi scolastici, maturati nei licei o nelle scuole tecniche, di conseguire un diploma di scuola media superiore\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE nonostante la crisi e i problemi generali che assillano l\u2019artigianato \u2013 prosegue il segretario Renato Mason &#8211; non sono pochi gli imprenditori di questo settore che segnalano la difficolt\u00e0 a trovare personale disposto ad avvicinarsi a questo mondo. Soprattutto al Nord, si fatica a reperire nel mercato del lavoro giovani disposti a fare gli autisti di mezzi pesanti, i conduttori di macchine a controllo numerico, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i battilamiera. Senza contare che nel mondo dell\u2019edilizia \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri. Pi\u00f9 in generale, comunque, l\u2019artigiano di domani sar\u00e0 colui che vincer\u00e0 la sfida della tecnologia per rilanciare anche i \u201cvecchi saperi\u201d. Alla base di tutto, comunque, rimarr\u00e0 il saper fare che \u00e8 il vero motore della nostra eccellenza manifatturiera\u201d.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-17-alle-15.17.46.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"630\" data-large_image_height=\"790\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-95951 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-17-alle-15.17.46-239x300.png\" alt=\"\" width=\"239\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-17-alle-15.17.46-239x300.png 239w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-17-alle-15.17.46.png 630w\" sizes=\"auto, (max-width: 239px) 100vw, 239px\" \/><\/a>Lo spettro dell\u2019aumento dell\u2019Iva<br \/>\nUna ulteriore \u201cstangata\u201d al mondo dell\u2019artigianato potrebbe arrivare il prossimo 1\u00b0 gennaio. Se non si disinnescher\u00e0 l\u2019aumento dell\u2019Iva, l\u2019innalzamento di 3 punti percentuali sia dell\u2019aliquota ordinaria che di quella ridotta rischia di provocare degli effetti molto negativi sul fatturato di queste attivit\u00e0 che, ricorda la CGIA, vivono quasi esclusivamente dei consumi delle famiglie. E oltre agli effetti economici e occupazionali, la riduzione del numero delle attivit\u00e0 artigiane e in generale dei negozi di vicinato ha provocato delle ricadute sociali altrettanto significative. Con meno botteghe, stiamo assistendo ad una desertificazione dei centri storici e anche delle periferie urbane sia delle grandi citt\u00e0 che dei piccoli paesi. Questa situazione ha abbassato notevolmente la qualit\u00e0 della vita di questi luoghi: c\u2019\u00e8 meno sicurezza, pi\u00f9 degrado e pi\u00f9 abbandono. Lo ha capito persino la politica che con il \u201cdecreto dignit\u00e0\u201d ha stabilito che dal 2020 i Comuni con meno di 20 mila abitanti avranno la possibilit\u00e0 di azzerare per i successivi 3 anni le tasse locali a quegli artigiani o piccoli commercianti che amplieranno il proprio negozio o riapriranno l\u2019attivit\u00e0 dopo un periodo di chiusura di almeno 6 mesi. Un segnale, seppur insufficiente, che va nella direzione giusta: quella di rivitalizzare le nostre citt\u00e0 e piccoli paesi che sono sempre pi\u00f9 svuotati di attivit\u00e0 e di servizi ai residenti.<\/p>\n<p><strong>Una crisi che viene da lontano<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019emorragia delle imprese artigiane dura ormai da un pezzo. Se nell\u2019ultimo anno (2018 su 2017) lo stock complessivo presente in Veneto \u00e8 sceso di 1.763 unit\u00e0 (-1,4 per cento), negli ultimi 10 anni, invece, la contrazione \u00e8 stata pesantissima: -16.589 attivit\u00e0 (-11,6 per cento). Una caduta che non ha registrato soluzioni di continuit\u00e0 in tutto l\u2019arco temporale analizzato (2018-2009). Al 31 dicembre scorso, invece, il numero totale delle imprese artigiane attive in Veneto si \u00e8 attestato a 126.741 unit\u00e0. I settori pi\u00f9 penalizzati dalla crisi sono stati l\u2019autotrasporto, la manifattura (metalmeccanici e legno) e l\u2019edilizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sebbene nel secondo trimestre si sia verificata una leggera ripresa, nei primi 6 mesi di quest\u2019anno lo stock delle imprese artigiane presenti in Veneto \u00e8 diminuito di 629 unit\u00e0. Al 30 giugno scorso, il numero complessivo si \u00e8 attestato a quota 126.112. 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