{"id":96489,"date":"2019-08-25T11:23:53","date_gmt":"2019-08-25T09:23:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/?p=96489"},"modified":"2019-08-25T11:23:53","modified_gmt":"2019-08-25T09:23:53","slug":"tasse-lavoratori-autonomi-e-piccole-imprese-pagano-44-miliardi-in-piu-delle-medio-grandi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/tasse-lavoratori-autonomi-e-piccole-imprese-pagano-44-miliardi-in-piu-delle-medio-grandi\/","title":{"rendered":"TASSE: LAVORATORI AUTONOMI E PICCOLE IMPRESE PAGANO 4,4 MILIARDI IN PIU\u2019 DELLE MEDIO-GRANDI"},"content":{"rendered":"<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.18.39.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"692\" data-large_image_height=\"532\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-96490 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.18.39-300x231.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.18.39-300x231.png 300w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.18.39.png 692w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nonostante la dimensione aziendale delle piccole imprese presenti in Italia sia molto contenuta, il contributo fiscale ed economico reso al Paese \u00e8 rilevantissimo. In materia di imposte e tasse, ad esempio, nel 2018 i lavoratori autonomi e le piccole imprese1 hanno versato al fisco 42,3 miliardi di euro (pari al 53 per cento degli oltre 80 miliardi di imposte versate da tutto il sistema produttivo). Tutte le altre, prevalentemente medie e grandi imprese, invece, hanno corrisposto \u201csolo\u201d 37,9 miliardi (il 47 per cento del totale). In buona sostanza i piccoli hanno versato 4,4 miliardi di tasse in pi\u00f9 rispetto a tutti gli altri (vedi Tab. 1). A denunciarlo \u00e8 la CGIA.<\/p>\n<p>\u201cCome dimostrano i dati di questa elaborazione \u2013 afferma il coordinatore dell\u2019Ufficio studi Paolo Zabeo \u2013 l\u2019apporto fiscale delle medie e grandi imprese \u00e8 molto inferiore alle attese. Tale risultato \u00e8 ascrivibile sia al loro esiguo numero sia all\u2019elevata possibilit\u00e0 che queste realt\u00e0 produttive hanno di eludere il fisco. Come ha segnalato recentemente il Fondo Monetario Internazionale, il mancato pagamento delle imposte da parte delle grandi multinazionali del web, ad esempio, sottrae ogni anno all\u2019erario italiano circa 20 miliardi di euro\u201d.<\/p>\n<p>Alla luce di questi risultati, la CGIA chiede con forza che si torni a guardare con maggiore attenzione al mondo delle piccole e alle micro, visto che la tassazione continua ad attestarsi su livelli insopportabili, il credito viene concesso con il contagocce e l\u2019ammontare del debito commerciale della nostra Pubblica amministrazione (Pa) nei confronti dei propri fornitori \u00e8 di 57 miliardi di euro, di cui circa la met\u00e0 riconducibile ai mancati pagamenti. Un tema, quello dei mancati pagamenti della Pa, che purtroppo non \u00e8 pi\u00f9 al centro dell\u2019attenzione da parte della pubblica opinione. Afferma il segretario della CGIA Renato Mason:<\/p>\n<p>\u201cLa nostra Pa non solo paga con un ritardo ingiustificato, che nel dicembre del 2017 ci \u00e8 costato un deferimento alla Corte di Giustizia Europea, ma quando lo fa non \u00e8 pi\u00f9 tenuta a versare l\u2019Iva al proprio fornitore. Dopo l\u2019introduzione dello split payment, infatti, le imprese che lavorano per il settore pubblico, oltre a sopportare tempi di pagamento lunghissimi, subiscono anche la mancata riscossione dell\u2019imposta sul valore aggiunto che, pur rappresentando una partita di giro, consentiva alle imprese di avere maggiore liquidit\u00e0 per fronteggiare le spese correnti. Questa situazione, associandosi alla contrazione degli impieghi bancari nei confronti delle imprese in atto in questi ultimi anni, ha peggiorato la tenuta finanziaria di moltissime piccole realt\u00e0 aziendali\u201d.<\/p>\n<p><a class=\"dt-pswp-item\" href=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.19.03.png\" data-dt-img-description=\"\" data-large_image_width=\"998\" data-large_image_height=\"1014\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-96491 alignleft\" src=\"http:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.19.03-295x300.png\" alt=\"\" width=\"295\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.19.03-295x300.png 295w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.19.03-768x780.png 768w, https:\/\/www.radiopiu.net\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Schermata-2019-08-25-alle-11.19.03.png 998w\" sizes=\"auto, (max-width: 295px) 100vw, 295px\" \/><\/a>Se oggi contiamo un numero molto ristretto di grandi imprese, la CGIA ricorda che fino alla prima met\u00e0 degli anni \u201980 il loro ruolo nell\u2019economia nazionale era di primissimo piano. A quel tempo, l\u2019Italia era tra i leader mondiali nella chimica, nella plastica, nella gomma, nella siderurgia, nell\u2019alluminio, nell\u2019informatica e nella farmaceutica, grazie al ruolo e al peso di molte grandi imprese pubbliche e private (Montedison, Eni, Montefibre, Pirelli, Italsider, Alumix, Olivetti, Angelini, etc.). A distanza di quasi 40 anni, invece, abbiamo perso terreno e leadership in quasi tutti questi settori. E ci\u00f2 \u00e8 avvenuto non a causa di un destino cinico e baro, ma a seguito di una selezione naturale compiuta dal mercato.<br \/>\nCome gi\u00e0 evidenziato, il peso economico delle nostre grandi imprese (quelle con pi\u00f9 di 250 addetti) \u00e8 ormai ridotto a dimensioni molto contenute. Rispetto a tutti e 4 gli indicatori presi in esame le Pmi presentano delle performance nettamente superiori a quelle delle grandi imprese.<\/p>\n<p>In termini di unit\u00e0, ad esempio, il numero di queste ultime \u00e8 pari a poco pi\u00f9 di 3.200 (0,1 per cento del totale delle imprese italiane). Il fatturato dei grandi player, invece, incide sul dato complessivo per il 31,9 per cento. Se il fatturato totale ammonta a 2.855 miliardi di euro, la parte riconducibile alle grandi aziende \u00e8 di 911 miliardi. Il valore aggiunto, sempre delle big company, \u00e8 pari al 32,7 per cento del totale. Se il dato nazionale in termini assoluti \u00e8 di 702 miliardi, la quota in capo alle imprese con pi\u00f9 di 250 addetti \u00e8 di 230 miliardi. Anche in termini di occupati, infine, il risultato del confronto con le Pmi \u00e8 appannaggio di queste ultime. Su una platea di occupati nel settore privato di oltre 14,5 milioni di addetti, solo 3,1 milioni (pari al 21,4 per cento del totale) \u00e8 alle dipendenze di una grande impresa (vedi Tab. 2)2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante la dimensione aziendale delle piccole imprese presenti in Italia sia molto contenuta, il contributo fiscale ed economico reso al Paese \u00e8 rilevantissimo. 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