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È morto nella notte di martedì 20 gennaio, a 93 anni, Luigi Fant, titolare della storica Sartoria Fant di Limana e premiato Bellunese nel Mondo 2025. Con la sua scomparsa, il Bellunese perde una figura simbolo dell’artigianato italiano di eccellenza. Maestro sarto di fama internazionale, Fant ha portato il suo talento nei più importanti eventi mondiali del settore, ottenendo numerosi riconoscimenti e prestigiose onorificenze, fino al titolo di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Tra le sue opere più celebri, l’abito da montagna realizzato per Papa Giovanni Paolo II, indossato durante l’escursione sulla Marmolada nel 1979. Storico esponente di Confartigianato Belluno, Fant ha sempre creduto nel valore del lavoro artigiano e nella trasmissione del sapere ai giovani. Il suo esempio resta un’eredità preziosa per il territorio e per l’artigianato italiano.
Un ricordo sentito arriva da Oscar De Bona, presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo, che lo aveva premiato in occasione dell’edizione 2025 del premio: «Con Luigi Fant se ne va un grande artigiano e un grande uomo. Durante la cerimonia del premio Bellunesi nel Mondo 2025 volle rivolgere un appello ai giovani, invitandoli a intraprendere la carriera di sarto, un mestiere che – disse – può dare grandi soddisfazioni sia professionali che economiche. Era profondamente convinto del valore del lavoro artigiano e della trasmissione del sapere alle nuove generazioni».
IL RICORDO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BELLUNO ROBERTO PADRIN
“Quando una persona è talmente brava nel suo mestiere da identificarsi ed essere identificata nel lavoro che ha fatto per tutta la vita, parliamo di un artista più che di un lavoratore. E questo era Luigi Fant, maestro artigiano di altissimo livello, sarto per antonomasia nel Bellunese. Una persona capace di trasformare il lavoro delle proprie mani in autentiche dimostrazioni di pura artigianalità, di saper fare, di eleganza. Un uomo che ha continuato a lavorare fino agli ultimi istanti, da autentico innamorato del proprio mestiere. Proprio per questo, non più tardi di qualche mese fa lo avevamo premiato all’interno del riconoscimento ai bellunesi che onorano la provincia in Italia e nel mondo, consapevoli di avere di fronte una vera e propria icona della sartoria, vincitore di premi internazionali nel suo settore. Ci lascia una figura che pur lontana dalla ribalta dell’attenzione ha saputo portare in alto il nome del Bellunese e ha contribuito a dare eleganza a un territorio marginale e periferico”.







