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AGORDO – Una ex dipendente Luxottica ha ottenuto un risarcimento di 40mila euro dopo aver ricevuto una consulenza previdenziale errata presso un patronato ad Agordo, errore che l’aveva lasciata per mesi senza alcuna fonte di reddito.
LASCIA IL LAVORO PER LA PENSIONE CHE NON ARRIVA
La vicenda risale al 2023, quando alla lavoratrice viene indicata la possibilità di accedere alla pensione anticipata con “Opzione Donna”, misura subordinata a precisi requisiti anagrafici e contributivi. Rassicurata, la donna si dimette dal proprio impiego in Luxottica, convinta di poter accedere in tempi brevi alla pensione. Ma la realtà è diversa: i requisiti non erano stati maturati e l’INPS aveva già respinto la domanda, evidenziando l’assenza delle condizioni necessarie. Nel frattempo, però, la lavoratrice aveva già lasciato il posto. Si è così ritrovata improvvisamente senza lavoro, senza pensione e senza alcuna forma di sostegno al reddito.
PENSIONE PROMESSA MA NEGATA: IL CASO FINISCE IN TRIBUNALE
Nonostante il rigetto dell’INPS, dal patronato continuarono ad arrivare rassicurazioni sulla possibilità di accedere alla pensione, inducendo la lavoratrice a confidare in indicazioni che si sono rivelate infondate. Un atteggiamento che ha contribuito ad aggravare ulteriormente una situazione già compromessa. Per mesi la donna è rimasta intrappolata in un limbo: senza lavoro, senza pensione e senza alcuna forma di sostegno. Una condizione che ha prodotto un danno economico significativo e pesanti ripercussioni personali, documentate anche da valutazioni specialistiche che hanno evidenziato uno stato di stress e disagio psicologico. Di fronte al silenzio e all’assenza di soluzioni da parte dell’ente che aveva fornito la consulenza, la lavoratrice si è rivolta all’avvocato Alain Dotta. Il legale ha ricostruito l’intera vicenda, facendo emergere profili di responsabilità professionale a carico del patronato. L’azione giudiziaria è stata quindi avviata per imperizia e negligenza, a fronte di una consulenza sulla quale la donna aveva fatto pieno affidamento per una scelta decisiva come quella di lasciare il lavoro.
La solidità della ricostruzione difensiva e la chiarezza delle responsabilità emerse hanno spinto la compagnia assicurativa del patronato a formulare una proposta di risarcimento pari a 40mila euro. Una somma che la lavoratrice ha scelto di accettare per chiudere rapidamente una vicenda durata oltre un anno.
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