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DI ALESSIA DALL’O’
SOVRAMONTE Per Sovramonte, il bilancio è chiaro: quattro giorni di festa, partecipazione e risultati oltre le aspettative. La Festa de San Dordi e l’Innovation Fair Sovramonte hanno chiuso un’edizione destinata a rimanere negli annali del paese: numeri record, appuntamenti sold out e una combinazione sempre più riuscita tra una tradizione secolare e le sfide dell’innovazione.
LA FESTA DE SAN DORDI
La ricorrenza dedicata a San Giorgio resta uno degli eventi più radicati nel territorio feltrino. Le sue origini risalgono al 1631, quando la comunità fece voto al santo per chiedere la fine della peste. Da allora, la promessa viene rinnovata ogni anno attraverso celebrazioni religiose, momenti comunitari e la distribuzione del tradizionale “menestron de San Dordi”, simbolo di condivisione e memoria collettiva. Proprio attorno a questo rito, l’edizione 2026 ha registrato alcune novità storiche. Per la prima volta, la benedizione della minestra è stata affidata a un sacerdote straniero, Don Vladimir, proveniente dalla diocesi di Breslavia e attualmente impegnato a Sovramonte in attesa del nuovo parroco. Un fatto senza precedenti in quasi quattro secoli di celebrazioni. Altra curiosità eche entrerà nella storia locale dell’edizione 2026 è il fatto che per la prima volta è stato proprio anche il sindaco a cucinare il sostanzioso e tradizionale piatto, in virtù della tradizione che assegna alle famiglie del paese, a rotazione, la preparazione della pietanza.
IFS: LA FIERA DELL’INNOVAZIONE IN MONTAGNA
Accanto al cuore religioso e popolare della festa, si è confermata protagonista l’Innovation Fair Sovramonte, giunta alla quarta edizione. L’iniziativa, promossa da un gruppo di volontari e appassionati di nuove tecnologie, ha portato nel piccolo comune workshop, dimostrazioni, robotica, aerospazio e divulgazione scientifica. I risultati parlano di un’edizione eccezionale: oltre 2.500 visitatori conteggiati entro il pomeriggio di domenica, workshop a numero chiuso esauriti in poche ore e centinaia di persone collegate alle dirette online. «È stata un’edizione da record, con numeri molto alti», spiega Simone Klinkon. «I nostri workshop sono andati sold out in pochissimo tempo e anche le live hanno registrato una partecipazione importante, con 300-400 persone collegate contemporaneamente». Tra gli appuntamenti più seguiti, il lancio di un pallone aerostatico con radiosonda, che ha superato gli obiettivi prefissati. «Pensavamo di raggiungere i 30 chilometri di altezza, invece siamo arrivati a 34. Le immagini trasmesse hanno mostrato perfino la curvatura terrestre: un risultato straordinario».
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