********
REDAZIONE Il bilancio operativo del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto (Cnsas) per il 2025 delinea un quadro di intensa attività e crescente preoccupazione. Per il quinto anno consecutivo, il numero delle persone soccorse ha superato quota 1.200, attestandosi per la precisione a 1.354 individui assistiti nell’arco di 1.199 missioni. Un dato che conferma un trend in costante ascesa, legato a una frequentazione sempre più massiva, ma spesso incauta, delle “terre alte”.
I numeri dell’emergenza
L’attività, svolta in stretta sinergia con le centrali del Suem 118, ha visto prevalere gli interventi di natura sanitaria (1.337). Tuttavia, un dato balza all’occhio: il 41,3% dei soccorsi ha riguardato persone illese. Si tratta di escursionisti bloccati da stanchezza, perdita di orientamento o incapacità tecnica. “La montagna deve essere vissuta con prudenza”, ha dichiarato il Presidente del SASV, Giuseppe Zandegiacomo Sampogna, sottolineando come l’identikit del soccorso tipo sia un uomo (67%), italiano, impegnato in un’escursione finita male a causa di scivolate o sfinimento.
Formazione e tecnologia
Dietro ogni ora di soccorso si celano tre ore di addestramento. Nel 2025 sono stati oltre 1.600 gli eventi formativi per i 741 volontari veneti. Fondamentale resta l’uso dell’elicottero (presente nel 45% dei casi), ma il ruolo delle squadre a terra rimane insostituibile per oltre la metà degli interventi. Sul fronte tecnologico, cresce l’impiego dei droni con termocamere, strategici per i 71 casi di ricerca dispersi registrati nell’anno.
Il nodo della responsabilità
Resta critico il tema della prevenzione: il 96% dei soccorsi ha riguardato persone non iscritte al CAI o prive di assicurazione. Michele Titton e Roberto Morandi, delegati territoriali, hanno ribadito la necessità di una maggiore cultura della sicurezza: la montagna non è una palestra all’aperto e l’equipaggiamento inadeguato può trasformare una gita in tragedia.
Le parole del Presidente del Veneto
Il presidente regionale Alberto Stefani elogia il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, definendolo fondamentale e salvavita. Stefani sottolinea l’elevata specializzazione, il coraggio e lo spirito di squadra degli operatori, invitando i frequentatori della montagna a maggiore prudenza, preparazione e consapevolezza per prevenire situazioni di rischio ed evitare incidenti.
*********

















