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Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da Arnaldo De Porti, che interviene con una riflessione attenta e sentita. Nelle sue parole emerge il desiderio di condividere un pensiero con la comunità, portando all’attenzione dei lettori i contenuti della serata “Sonon per San Gottardo” orchestrata da Rita Bristot e dai suoi collaboratori e collaboratrici. Come sempre, la rubrica “DILLO A RADIO PIÙ” dà spazio alle voci del territorio, alle opinioni, ai ricordi e alle segnalazioni dei cittadini.
A seguire, la lettera di Arnaldo De Porti.
Nella nostra, senza alcuna remora direi meravigliosa provincia, esiste una località chiamata “Monti del Sole” la cui denominazione rispecchia fedelmente una realtà che, non solo per noi bellunesi, sembra fare da cornice ad un dipinto di poesia, di bellezza panoramica, di purezza ambientale e di amore per il territorio. Verrebbe da dire che chiamarla così, “Monti del Sole”, costituisca una denominazione quanto mai azzeccata stante il fatto che questo nostro sole “localizzato”, stella centrale del sistema astrale, sembra poi irradiarsi, con una certa…angolazione simil-privilegio, intorno ad una miriade di paesetti fra i quali spicca “Gron di Sospirolo, loc. Prà de la Melia”, ove ieri sera fino a tarda notte si è vista tanta, tantissima gente, per ascoltare orchestre di alto prestigio, cori di primissimo valore artistico e tant’altro.
L’evento, presentato da RadioPiù, diretto da Mirko Mezzacasa e da una bellissima e professionale Michela Da Canal, con la collaborazione della locale Pro-loco Monti del Sole e con il patrocinio del Comune di Sospirolo e Biblioteca comunale, conclusosi a tarda notte, è stato un successo strepitoso sia per le performance dei vari artisti, coristi, ma anche per la partecipazione di un numeroso pubblico attento, felice di ascoltare, tanto che, per i musicisti presenti, facenti parte di gruppi diversi come l’Orchestra A.VIVALDI diretta dal Maestro Bellus ed il Gruppo FISARMONICHE BELLUNESI (gruppi entrambi nella loro divisa), oltre al Coro MONTI DEL SOLE, sembravano cogliere l’emozione dei presenti, in tempo reale, all’interno dello stesso palco adibito ai due concerti, molto e molto applauditi.
Motivo principe dell’incontro: sostenere la Chiesa di San Gottardo per rimettere in sesto il campanile di cui, come è stato detto dal Parroco ed esponenti comunali, si è già a metà del guado.
La serata si è articolata partendo dapprima con l’Orchestra Vivaldi che ha presentato dei brani famosi sia di sola musica che con il canto di una soprano meravigliosa, Giovanna Calabrò, che, insieme anche a noi orchestrali, ha riscosso ovazioni a non finire esibendosi con brani cantati (per citarne solo alcuni) O Sole mio, Valencia, Chitarra romana ecc., mentre l’orchestra ha intercalato detti canti con Cha cha Time, James Last, Negro Spirituals, Oberkreiner Walzer ecc.ecc.
Il Coro Monti del Sole (una trentina di elementi bravissimi) si è esibito in vari canti popolari che sono stati ascoltati con interesse e passione “palpabili” da un pubblico che, come detto dianzi, non batteva ciglio per non perdere un “et” dalla superba esibizione canora.
Ed infine, dopo i convenevoli da parte degli organizzatori, sì è dato il via alle fisarmoniche: un gruppo nutritissimo ed affiatato, malgrado nessuna prova preventiva, che ha fatto sobbalzare tutti dalle loro sedie per unirsi alla musica, e ciò, non solo cantando, ma anche dando avvio ad improvvisate danze che hanno dato ulteriore verve all’evento. Non va sottaciuto che, in questa occasione, il Gruppo “Fisarmonicisti Bellunesi”, ha suggellato la festa con una nuova maglietta confezionata ad hoc. Un grazie particolare va al bravissimo Federico Chiesura non solo per il suo talento musicale che, come sempre (da solo e con noi) ci offre in maniera eccellente, ma anche per gli aspetti tecnico-organizzativi che ha dovuto curare, su input dell’organizzazione, seppur in presenza di qualche problema di spazio in rapporto al numero dei musicisti.
Poi, vicini alla mezzanotte, siccome tutti i salmi finiscono in Gloria come si usa dire, c’è stato un rinfresco offerto dal Comitato organizzativo, realtà che, in aggiunta alle precedenti dinamiche canore-musicali e storiche della serata, va senz’altro ascritto alla storia del paese.
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