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DI ALESSIA DALL’O’
FELTRE Partirà il primo maggio alla volta di Biella la targa dedicata ai cittadini feltrini caduti durante la Prima Guerra Mondiale, consegnata nei giorni scorsi a Luigi Centa, presidente provinciale dei Bersaglieri. Un gesto dal forte valore simbolico che porterà anche il nome di Feltre in un luogo nazionale della memoria condivisa.
La targa, realizzata e donata da Fent Marmi, riporta il nome della città e il numero dei suoi concittadini che persero la vita nel conflitto: ottanta. Un dato che richiama anche gli ottanta alberi piantati al Parco della Rimembranza, anch’essi dedicati ai caduti feltrini. La lastra sarà consegnata all’associazione Nuraghe Chervu, realtà di Biella che ha creato un’area commemorativa dello stesso nome. Si tratta di uno spazio lastricato con pietre provenienti da diversi comuni italiani, ciascuna riportante il nome della località e il numero delle vittime della Grande Guerra. L’obiettivo è costruire un luogo condiviso di memoria nazionale, capace di unire territori diversi nel ricordo del sacrificio delle proprie comunità. A raccontare l’origine dell’iniziativa è stato lo stesso Luigi Centa, che ha conosciuto il progetto durante una visita a Biella. Colpito dal significato dell’opera, ha proposto al Comune «Sono rimasto molto soddisfatto della risposta ricevuta. Porterò personalmente la lastra a Biella, dove mi aspettano con entusiasmo», racconta. Alla consegna ufficiale erano presenti anche il sindaco Viviana Fusaro, l’assessore Maurizio Zatta e i rappresentanti di Fent Marmi. «È un’iniziativa davvero importante – ha dichiarato il sindaco Viviana Fusaro – alla quale abbiamo aderito subito. Un progetto che tiene viva la memoria, perché senza memoria non c’è identità né legame di comunità. È un ulteriore modo per ricordare i nostri cittadini caduti durante la Prima Guerra Mondiale». Con questa targa, Feltre aggiunge il proprio nome a un mosaico di testimonianze che da tutta Italia raccontano il tributo pagato dalle comunità nel primo conflitto mondiale. Un frammento di pietra che diventa simbolo di appartenenza, memoria e responsabilità verso le generazioni future.
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