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Primavera
Salgo nel buio
dei pendolari con il cuore
appannato sul finestrino
e in tasca un biglietto scaduto
per l’Orsa Maggiore.
Il levante soffia
sulle vertebre delle periferie
e nell’aria crepuscolare
si addensa la salsedine del mare.
Tu sei rimasta qui,
a pochi isolati di anni luce
e questo continuo
andare e venire
dal tuo vuoto
dove niente accade e riaccade
è solo uno squarcio di Fontana
da ricucire.
Rifiorisco qui,
in questa nuova primavera,
inventata tra le fessure
segrete degli alberi
e le mie poesie.







