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Il turismo è una risorsa solo quando cammina insieme all’educazione.
- DI MIRKO MEZZACASA
- pagina in aggiornamento dal 1 giugno al 30 settembre
TURISMO CAFONE puntata 10 stagione 2026 24.07.26
DIVIETO DI TRANSITO IGNORATO LUNGO IL LAGO DI ALLEGHE
TURISMO CAFONE puntata 9 stagione 2026 21. 07.26
PISOLINO SUL TAVOLO: A FIAMES TORNA IL “TURISMO CAFONE”
La segnalazione arrivata a “Dillo a Radio Più”: camper, tende e pernottamenti nelle automobili tra Pecol e Palafavera. «Esistono aree attrezzate e campeggi, non possiamo accettare rifiuti e bivacchi ovunque»
VAL DI ZOLDO – Camper parcheggiati per giorni, tende montate nei piazzali pubblici, persone che dormono nelle automobili lungo le stradine, vicino ai parchi giochi, sui terreni privati e nelle aree appartenenti alle Regole. È la situazione descritta da un residente della Val di Zoldo in una segnalazione inviata alla rubrica “Dillo a Radio Più”. Il lettore, richiama in particolare l’attenzione sulla zona compresa tra Pecol e Palafavera, dove durante i periodi di maggiore afflusso turistico sarebbero sempre più frequenti le soste prolungate al di fuori delle strutture autorizzate. «Ci sono persone che rimangono anche una settimana nei piazzali comunali, nelle stradine e nei terreni privati – racconta –. Il problema non è soltanto il pernottamento irregolare, ma ciò che in alcuni casi viene lasciato sul territorio: pentole, immondizia e perfino escrementi lungo la strada». Una situazione che, secondo la segnalazione, si ripeterebbe con maggiore frequenza durante i fine settimana estivi e che alimenta il malcontento di una parte della popolazione. Il residente parla di un turismo che produce traffico e rifiuti, ma porta pochi benefici alle attività locali. «La Val di Zoldo merita rispetto e un turismo capace anche di sostenere l’economia, i servizi e la cura del territorio – aggiunge –. Non è accettabile utilizzare gratuitamente ogni spazio disponibile senza lasciare nemmeno un euro nella valle e senza entrare in un bar o in un’attività». Il punto centrale della protesta riguarda soprattutto i controlli. Il lettore chiede un maggiore intervento da parte del Comune e degli organi competenti, con verifiche nei piazzali e nelle zone maggiormente frequentate. In Val di Zoldo, viene ricordato nella segnalazione, sono presenti aree dedicate ai camper e campeggi con una buona capacità ricettiva. I servizi, dunque, esistono. La richiesta non è quella di allontanare chi viaggia in camper o sceglie una vacanza più semplice, ma di far rispettare le regole e indirizzare i visitatori verso le strutture autorizzate. La denuncia apre un tema che riguarda molte località di montagna: trovare un equilibrio tra accoglienza, libertà di viaggio, tutela dell’ambiente e rispetto di chi vive tutto l’anno sul territorio.
TURISMO CAFONE puntata 8 stagione 2026 15.07.26
PISOLINO SUL TAVOLO: A FIAMES TORNA IL “TURISMO CAFONE”
CORTINA Un turista sorpreso a dormire sul tavolo del chiosco del centro sportivo Antonella De Rigo riaccende la polemica sul campeggio selvaggio a Fiames. La segnalazione arriva da Monica Bernardi, che dal Corriere delle Alpi denuncia anche la presenza di tende, scale, stendini e rifiuti lasciati nell’area frequentata da camper e van. Secondo Bernardi servirebbero maggiori controlli, soprattutto nelle prime ore del mattino. Il fenomeno, cresciuto dopo il Covid, viene però collegato anche alla mancanza di spazi adeguati. L’operatore turistico Alessandro Constantini chiede infatti al Comune di realizzare un’area attrezzata per camper, proponendo il parcheggio di Acquabona. «Non basta chiedere rispetto ai turisti – sostiene – bisogna offrire servizi, regole chiare e una soluzione concreta».
TURISMO CAFONE puntata 7 stagione 2026 13.07.2026
ZTL IGNORATA E PANNI STESI SUL LAGO: IL TURISTA CAFONE COLPISCE ANCORA
TURISMO CAFONE puntata 6 stagione 2026 13.07.2026
VAN ACCAMPATO IN CENTRO, RIFIUTI E BISOGNI ACCANTO AL PARCHEGGIO
TURISMO CAFONE puntata 5 stagione 2026 03.07.2026
SEMAFORI E BAGNI A VISTA
Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un ascoltatore della Valle del Biois, che questa mattina ha assistito a una scena tanto banale quanto fastidiosa, a uno dei tanti semafori che ormai accompagnano la viabilità agordina come fossero parte dell’arredo urbano. In attesa del verde, qualcuno ha pensato bene di trasformare la strada in una sala d’attesa personale, con un comportamento definito dall’ascoltatore “cafone e poco educativo”, soprattutto davanti a bambini e adulti che in quel momento si sono trovati ad assistere alla scena. La domanda, ironica ma non troppo, sorge spontanea: tutti i bar della zona erano stati improvvisamente chiusi proprio oggi? Perché, evidentemente, per qualcuno anche pochi minuti di semaforo diventano un’emergenza sociale, una prova di resistenza, quasi una tragedia nazionale da affrontare senza il minimo rispetto per chi è in coda, per chi guarda e per chi semplicemente vorrebbe attraversare l’Agordino senza assistere ogni giorno a una nuova puntata della maleducazione su strada. I cantieri, i sensi unici alternati e i semafori sono già abbastanza pesanti da sopportare. Non servirebbe aggiungerci anche la fantasia di chi scambia la pubblica via per casa propria. Un po’ di educazione non accorcia le code, ma almeno rende il viaggio meno triste.
AGORDINO La pagina “Turismo cafone” di Radio Più raccoglie, dal primo giugno al 30 settembre, episodi che raccontano una montagna sempre più frequentata, ma non sempre rispettata. Dalle bottiglie e dai rifiuti lasciati davanti al Rifugio Coldai, ai parcheggi del cimitero di Taibon trasformati in punto di partenza per giri in bicicletta; dai bisogni davanti al Rifugio Rosetta, fino ai turisti stesi al sole su una piazzola dell’elicottero del Suem. Ultima scena, ai semafori della Valle del Biois, con comportamenti poco educativi davanti a chi era in coda. Il turismo è una risorsa, ma solo quando cammina insieme all’educazione. La montagna non è una discarica, una spiaggia improvvisata o casa propria: è un bene comune.
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TURISMO CAFONE puntata 4 stagione 2026 01.07.2026
PRENDERE IL SOLE SULLE PIAZZOLE SALVA VITA
TURISMO CAFONE puntata 3 stagione 2026 6.06.2026
DEFECARE SULLA PORTA DEL RIFUGIO LONTANO DA OCCHI INDISCRETI
TURISMO CAFONE puntata 2 stagione 2026 4.06.2026
PARCHEGGI GRATUITI, A TAIBON SI PUO’…SEMPRE
TAIBON – Non bastavano i parcheggi occupati per ore da chi lavora nei dintorni. Ora, i pochi posti auto a servizio del cimitero di Taibon sarebbero diventati anche punto d’appoggio per alcuni turisti in bicicletta. Il copione raccontato è sempre lo stesso: arrivano in auto, parcheggiano davanti al cimitero, scaricano le bici, si preparano e partono per il giro. Poi tornano dopo ore, lasciando nel frattempo i posti occupati a chi invece dovrebbe usarli per andare a far visita ai propri cari. Il problema non sarebbe solo il parcheggio. La segnalazione parla anche di comportamenti ben più pesanti: cambi di pannolini lasciati sul posto e, nei casi peggiori, bisogni fisiologici fatti nell’area verde vicina. Tutto questo a pochi metri da un luogo che dovrebbe richiedere silenzio, rispetto e decoro. A colpire è soprattutto il contesto. Non siamo in un piazzale qualunque, ma davanti a un cimitero. Chi arriva lì spesso lo fa per raccogliersi, per portare un fiore, per un momento privato. Trovarsi davanti auto parcheggiate per comodità lavorativa-turistica, rifiuti o situazioni imbarazzanti significa trasformare un luogo di memoria in un’area di servizio improvvisata. La parola che esce spontane: “vergognatevi”. Non contro chi va in bicicletta, non contro il turismo, non contro chi frequenta la valle con rispetto. Ma contro chi usa spazi pubblici e luoghi sensibili senza il minimo senso civico.
TURISMO CAFONE puntata 1 stagione 2026 1.06.2026
CHI AMA LA MONTAGNA…NON LASCIA TRACCIA DEL SUO PASSAGGIO
Lo sfogo dei gestori sui social dopo l’ennesimo episodio di maleducazione in quota: “Se le lasciate piene siamo più felici” La foto del Coldai diventa così un promemoria semplice: la montagna non ha bisogno di prediche, ha bisogno di rispetto. E il rispetto, spesso, comincia da un gesto banale: non lasciare traccia del proprio passaggio.
Non servono grandi discorsi per capire la differenza tra turismo e turismo cafone. A volte basta una foto. Quella pubblicata sulla pagina Facebook del Rifugio Coldai racconta più di tante parole: bottiglie vuote, lattine, cartoni, sacchetti e rifiuti abbandonati all’ingresso, come se la montagna fosse una pattumiera a cielo aperto e il rifugio un servizio di raccolta gratuito per chi passa, consuma e se ne va.
Il commento dei gestori è amaro, ironico e diretto: “Grazie mille del pensiero… la prossima volta, però, se le lasciate piene siamo più felici”. Poi la frase che fotografa perfettamente il senso dello sfogo: “La cosa che tollero meno al mondo, anche meno dell’ignoranza, è la maleducazione. Perché se avere il cervello piccolo è una disgrazia, essere cafoni è una scelta”.
Parole dure, ma difficili da contestare davanti a un’immagine del genere. Perché chi sale in montagna dovrebbe sapere che ogni cosa portata nello zaino deve tornare a valle nello stesso zaino. Vale per una bottiglia, per una lattina, per un fazzoletto, per un sacchetto. Vale ancora di più nei luoghi fragili e frequentati come quelli attorno al Coldai, dove la bellezza è un patrimonio di tutti ma la cura non può essere lasciata solo a chi lavora nei rifugi.
Il punto non è soltanto il rifiuto lasciato a terra. Il punto è l’atteggiamento. È l’idea che qualcuno debba pulire al posto nostro. È la pretesa di vivere la montagna senza rispettarla. È quella leggerezza arrogante di chi confonde libertà con inciviltà.
I rifugi non sono discariche, non sono retrobotteghe del turismo mordi e fuggi, non sono il luogo dove scaricare ciò che dà fastidio riportare a casa. Sono presidi di accoglienza, lavoro, sicurezza e cultura alpina. E chi li frequenta dovrebbe arrivarci con gratitudine, non lasciando dietro di sé il biglietto da visita della maleducazione.
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