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REDAZIONE Genova si prepara ad accogliere l’invasione pacifica delle Penne Nere per la sesta volta nella sua storia. Tra le iniziative più suggestive di questa Adunata Nazionale spicca il ritorno di un simbolo leggendario: un enorme cappello alpino in legno, omaggio a quella originale iniziativa che nel lontano 1931 fu portata avanti dal Gruppo Alpini di Agordo-Taion-Rivamonte. L’opera, alta circa tre metri, è frutto del talento dell’artista Egidio Petri e degli scultori della Val di Cembra. Grazie al fortuito incontro tra Moreno Bogo e l’alpino Alessandro Savio, il cappello vanta una caratteristica unica: uno speciale trattamento che lo rende fluorescente alla luce della lampada di Wood. Venerdì 8 maggio, il colosso ligneo sarà posizionato in via Diaz, di fronte alle tribune della scalinata del Milite Ignoto, dove brillerà nelle notti dell’Adunata. Sabato 9 maggio, alle ore 15, una cerimonia ufficiale suggellerà il legame tra il Gruppo Alpini Agordo-Taibon e Rivamonte della Sezione di Belluno, il Gruppo scultori della Val di Cembra e le Sezioni ANA di Genova e Belluno. Accanto alla scultura, una targa commemorerà tre alpini “andati avanti”: Mario Bogo, Franco Bustreo e Severino Petri. Un gesto che unisce l’epica delle montagne al cuore della città ligure.
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