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DI MARCO GAZ
REDAZIONE Si chiude con un saldo positivo il primo quadrimestre del 2026 per il mercato del lavoro veneto, che registra un aumento di 42mila posizioni di lavoro dipendente privato. Un risultato superiore rispetto al 2025, quando il saldo si era fermato a +40.700, anche se ancora sotto i livelli record del 2024 (+45.800). Il dato assume particolare rilievo alla luce delle tensioni geopolitiche internazionali e delle preoccupazioni legate alla crisi dello Stretto di Hormuz, che hanno alimentato timori su approvvigionamenti energetici e rincaro del petrolio. Nonostante questo scenario, il Veneto ha mantenuto una forte capacità di tenuta, con 227.300 assunzioni e 185.300 cessazioni, i valori più alti registrati dal 2019. A trainare la crescita sono stati soprattutto i contratti a tempo determinato, favoriti dall’indotto dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali e dalle produzioni cinematografiche nel veneziano. Il saldo dei contratti a termine ha raggiunto quota +30.100, in netto aumento rispetto al 2025. Più contenuta invece la crescita dei contratti a tempo indeterminato, che chiudono con +11.400 posizioni. In aumento anche l’occupazione senior (+12%), mentre cala leggermente il ricorso al part-time. Dal punto di vista territoriale, Verona si conferma la provincia più dinamica con +17.500 posti di lavoro, mentre Belluno registra un saldo negativo per effetto della conclusione della stagione turistica invernale. Positivi infine tutti i principali settori economici, con servizi, industria e agricoltura in crescita rispetto allo scorso anno.
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