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DI ALESSIA DALL’O’
BORGO VALBELLUNA Nonostante la pioggia, la tradizione ha vinto ancora una volta. La serata di Brusa la Vecia 2026, organizzata dalla Pro Loco di Trichiana, ha richiamato in piazza un pubblico numeroso e partecipe, composto da giovani, famiglie e appassionati di una delle manifestazioni più sentite del territorio.
UN RITO DELLA TRADIZIONE AMATO
Un successo che conferma la forza di un rito popolare capace di rinnovarsi ogni anno e che, nella notte simbolicamente legata al passaggio dall’inverno alla primavera, continua a rappresentare un momento di festa e condivisione per tutta la comunità. Quattro i gruppi in gara – Trichiana, Frontin, Sant’Antonio di Tortal e Morgan – ognuno protagonista di una performance di circa mezz’ora. Le rappresentazioni sono state valutate da una giuria affiatata che ha giudicato diversi aspetti: la coreografia, la lettura del testamento in dialetto, l’esposizione scenica e infine il momento più atteso della serata, il rogo della vecia.Grande fantasia e creatività hanno caratterizzato tutte le proposte che complessivamente e in modi eterogenei hanno toccato dei temi e personaggi sempre verdi di attualità, come Trump, le Olimpiadi, e anche la morte delle gemelle Kessler, ma anche il tema della fusione dei comuni di Lentiai, Mel e Trichiana in Borgo Valbelluna.
I QUATTRO GRUPPI
Il gruppo di Trichiana ha presentato una vecia “giovane”, collocata all’interno di un gigantesco carillon. Una scenografia di grande impatto visivo, resa ancora più suggestiva da un ingegnoso meccanismo che faceva ruotare l’intera struttura, frutto del lavoro di numerosi volontari. Un’idea scenica particolarmente apprezzata, tanto da meritare il punto di merito per il meccanismo più accurato e ingegnoso. Molto colorata e ricca di dettagli anche la proposta del gruppo di Frontin, che ha portato in scena una vecia con la valigia, simbolicamente accompagnata da due vivaci pappagalli brasiliani. Una rappresentazione brillante, animata da ritmi e richiami al samba, che ha saputo raccontare con leggerezza ma anche con profondità il tema dell’emigrazione bellunese. A Frontin è andato il punto di merito per i temi affrontati e la forza della coreografia. Originale e contemporanea la vecia proposta dal gruppo di Sant’Antonio di Tortal, una vecchia decisamente tecnologica arrivata in piazza “a bordo” di un drone realizzato in cartone e cartapesta, costruito con grande impegno dai volontari della frazione. Il gruppo si è distinto soprattutto per il testamento, capace di riflettere sul rapporto tra tradizione e cambiamento, ricordando come anche le tradizioni possano evolversi insieme alla comunità. Per questo Tortalti ha ricevuto il punto di merito dedicato proprio al testamento. Molto particolare infine la scelta del gruppo di Morgan, che ha dedicato la propria vecia a Marilyn Monroe. Una rappresentazione più essenziale dal punto di vista scenografico, con il classico fantoccio, ma arricchita da un dettaglio ironico e immediatamente riconoscibile: il celebre vestito che si alza, proprio come nell’iconica scena dell’attrice americana. Morgan si è distinto anche per un rogo particolarmente scenografico, che gli è valso il punto di merito per questa categoria.
MORGAN VINCE L’EDIZIONE 2026
A decretare il verdetto finale è stata la capacità del gruppo di incarnare lo spirito più autentico della tradizione. A conquistare il Palio di Brusa la Vecia 2026 è stato infatti proprio Morgan, premiato per aver saputo interpretare con grande efficacia il carattere irriverente e satirico della vecia. Una rappresentazione ricca di ironia, di riferimenti all’attualità e di personaggi capaci di far sorridere il pubblico, mantenendo viva la dimensione popolare e pungente che da sempre contraddistingue questa tradizione.
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