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DI ALESSIA DALL’O’
BORGO VALBELLUNA Sabato 21 marzo, all’Auditorium San Pietro di Mel, si è svolto un interessante convegno nell’ambito del festival “Camminando 2026”, dal titolo “Passo leggero, sguardo aperto: l’accoglienza nell’era dei social”. L’incontro organizzato da Borgo Valbelluna Safe Walking Aps e Il Veses Aps ha riunito giornalisti, accademici ed esperti del settore per confrontarsi su come bilanciare l’attrattività turistica dei borghi con la tutela dell’identità locale e la salvaguardia dell’ambiente. A moderare il dibattito è stato Marco Giovenco, direttore della rivista Itinerari e Luoghi, che dall’esperienza diretta ha guidato gli interventi verso un’analisi delle dinamiche del turismo contemporaneo e dell’impatto dei social network sui piccoli centri. Tra i relatori principali, il professore e geografo Paolo Casetti ha sottolineato l’importanza di una comunicazione turistica consapevole, capace di trasformare il viaggio in un’esperienza autentica e rispettosa delle comunità locali, andando oltre il semplice numero di visitatori o “like” sui social. Il convegno ha affrontato inoltre diversi temi importanti, tra cui il fenomeno dell’overtourism, spiegando come la concentrazione di flussi turistici possa generare tensioni con le comunità locali e problemi ambientali. In risposta a queste sfide, è stato presentato il concetto di Turismo 5.0, che pone al centro valori, umanità e sostenibilità, con la tecnologia come strumento di supporto e non sostitutivo dell’uomo. Particolare attenzione è stata dedicata alla valorizzazione di itinerari meno noti, alla promozione di narrazioni autentiche dei luoghi e al ruolo emergente dei green influencer, giovani attivisti digitali che diffondono pratiche sostenibili. L’obiettivo finale è un turismo rigenerativo, che lasci i territori visitati in condizioni migliori di come sono stati trovati e rafforzi il senso di comunità, trasformando i visitatori in veri co-creatori di valore per l’ambiente e le popolazioni locali. L’incontro ha sottolineato come borghi e aree interne del Bellunese possano diventare esempi di turismo rigenerativo: percorsi come quelli lungo la via delle Dolomiti, i cammini storici verso le pievi locali o i sentieri immersi nel verde dei monti circostanti offrono non solo esperienze di viaggio di qualità, ma anche opportunità di sviluppo sostenibile per le comunità, rafforzando il senso di identità e appartenenza al territorio. Accanto a Casetti sono intervenute anche Giulia Cananzi del Messaggero di Sant’Antonio, Alessia Fiorentino di Etifor, Ilaria Canali della Rete nazionale delle donne in cammino e Sonia Bregoli della rete IT.A.CÀ, portando esperienze e riflessioni legate al turismo responsabile e agli itinerari, oltre che festival del territorio, cosiddetti lenti. Il festival Camminando 2026 proseguirà con incontri e attività esperienziali: tra gli appuntamenti, “In cammino oltre le barriere” il 10 aprile, la presentazione del libro di Massimo Bernardi il 17 aprile a Trichiana e il gran finale con Andrea Bianchi il 24 aprile a Mel. Oltre agli incontri, il programma prevede camminate tra natura e cultura, itinerari letterari, percorsi didattici per le scuole e, come novità 2026, il rafting lungo la via degli zattieri. Il festival si conferma così come un vero e proprio laboratorio diffuso che valorizza il territorio, promuove esperienze autentiche e crea soprattutto connessioni tra diverse persone che compongono la comunità del territorio.
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