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ITALIANI PER DAVVERO LA SENTENZA CAMBIA LE REGOLE
Il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, commenta la sentenza della Corte costituzionale 63 del 2026: una decisione che, spiega, chiarisce definitivamente la necessità di un legame concreto tra cittadino e Stato. Secondo il primo cittadino, la Corte mette un punto fermo contro un’idea troppo ampia della cittadinanza, che in passato avrebbe permesso anche a chi non aveva rapporti reali con l’Italia di influire sulle scelte del Paese. De Pellegrin sottolinea come la sentenza ribadisca il principio di appartenenza: partecipare alla vita della comunità, contribuire e condividere responsabilità. Un tema, conclude, che ora trova conferma “nero su bianco”.
L’INTERVENTO DEL SINDACO, 30 APRILE 2026
È stata pubblicata la Sentenza della Corte costituzionale 63/2026. Una pietra tombale alla strumentalizzazione in chiave puramente egoistica della cittadinanza italiana. La Sentenza parla da sé e vale la pena leggerla integralmente, ma già un paio di passaggi ne danno un quadro chiaro: “Orbene, una legislazione come quella precedente il decreto in esame, che consentiva anche a persone non aventi alcun legame effettivo con la comunità repubblicana di ottenere senza alcun limite la cittadinanza italiana e, pertanto, di concorrere (in caso di accertamento) alla determinazione delle decisioni che si applicano a tale comunità, a ben guardare si allontanava notevolmente dal modello di cittadinanza sopra delineato. Essa consentiva, infatti, di concorrere alle decisioni politiche concernenti la comunità anche a chi non aveva contribuito al suo progresso, non partecipava ai destini comuni e poteva agevolmente sottrarsi ai sacrifici e agli obblighi derivanti da tali decisioni.”
“… Lo scopo perseguito dal d.l. 36/2025, come convertito, è quello di stabilire la necessità di vincoli effettivi con la Repubblica, al fine di ripristinare il nesso tra popolo, sovranità e territorio… Così chiarito l’interesse avuto di mira dal legislatore, occorre precisare che esso si pone in linea con la trama costituzionale che disegna i tratti della cittadinanza ” ” ..un legame che, con il passare delle generazioni, diventava fittizio “
Insomma parlare di necessità di un legame effettivo con l’Italia non era un’amenità, come non lo era porre l’attenzione su una platea smisurata di cittadini STRANIERI potenzialmente italiani sulla carta. 60 milioni e oltre. Milioni e milioni di persone che dall’estero in prospettiva avrebbero potuto fare il destino di questo Paese. Adesso è nero su bianco, non è “solo un comunicato stampa… aspettiamo le motivazioni” come andavano ciarlando alcuni profissionais, è una lunga e argomentata sentenza della Corte costituzionale. Su quali altri specchi si arrampicheranno adesso?








